Buste paga di settembre: tra aumenti e beffe le sorprese per i lavoratori

Le buste paga del mese di settembre saranno maggiorate degli aumenti previsti dal Decreto Aiuti Bis? Vediamo cosa devono aspettarsi i lavoratori.

Il taglio del cuneo fiscale deciso dal Decreto Aiuti Bis farà il solletico all’inflazione. Scopriamo come lo sgravio contributivo del 2% influirà sulle buste paga.

buste paga
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I lavoratori con reddito inferiore ai 35 mila euro all’anno, 2.692 euro al mese, riceveranno degli aumenti in busta paga ma non a partire dal mese di settembre. Il Decreto Aiuti Bis ha introdotto il taglio del cuneo fiscale con sgravio contributivo del 2% per sostenere i cittadini contro i rincari. Il problema è che, conti alla mano, gli aumenti saranno compresi tra 18 e 30 euro circa, una cifra piuttosto inutile rispetto ai prezzi determinati dall’inflazione. Inoltre, le maggiorazioni saranno attive dal 1° ottobre – con retroattività da luglio – fino al 31 dicembre 2022. Da gennaio dovrebbero presumibilmente essere introdotte nuove misure strutturali per aumentare gli stipendi dei lavoratori. Nella busta paga di settembre, dunque, non ci saranno ancora le esigue maggiorazioni.

Buste paga di settembre, c’è poco da sorridere

Chi è in attesa della busta paga di settembre per verificare i possibile aumenti avrà una delusione. Lo sgravio contributivo partirà da ottobre e solo allora si potranno verificare le maggiorazioni e gli arretrati spettanti. Non sorrideranno neanche i lavoratori in attesa del Bonus 200 euro una tantum. I pagamenti per chi non lo ha ancora ricevuto sono previsti ad ottobre.

Le categorie coinvolte sono i lavoratori domestici, i precari della scuola con contratto scaduto il 30 giugno 2022, i collaboratori sportivi che hanno percepito bonus durante il Covid, i lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo. Continuiamo con i lavoratori autonomi con Partita IVA e senza Partita IVA, i lavoratori stagionali e i collaboratori che dovranno inoltrare domanda entro il 31 ottobre 2022. L’attesa continua per i lavoratori che non hanno beneficiato dello sgravio contributivo dello 0,8% perché in congedo parentale, in congedo di maternità, assenti per malattia o infortunio o per malattia del figlio. Si aggiungono alla lista i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, i disoccupati percettori Naspi, Dis-Coll, i disoccupati agricoli e i titolari di ex indennità Covid 19 con riferimento al 2021.

Più soldi solo in un caso

Gli unici cittadini a sorridere per una busta paga più ricca già a settembre saranno coloro che attendono i rimborsi del 730. L’importo spettante è diverso da contribuente a contribuente e verrà erogato direttamente sullo stipendio. La data di erogazione dipenderà dall’inoltro della dichiarazione dei redditi.

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I lavoratori che hanno presentato il documento a giugno avranno già ricevuto il rimborso a partire dal 19 agosto. Chi ha inoltrato il modello 730 tra il 21 giugno e il 15 luglio lo riceverà il 23 settembre; tra il 16 luglio e il 31 agosto lo otterrà il 15 ottobre mentre chi presenterà la dichiarazione entro il 30 settembre (termine ultimo) riceverà il rimborso il 30 novembre. L’attesa sarà maggiore per chi aspetta un rimborso di importo superiore ai 4 mila euro. Si parla di tempistiche molto lungo, fino alla primavera 2023.