Un nullatenente può subire un pignoramento? La risposta ha dell’incredibile

Il pignoramento dei beni di un nullatenente è un atto possibile? Le direttive della normativa stupiranno.

Chi non paga i debiti rischia il pignoramento dei beni per permettere al creditore di recuperare i soldi. Ma se non si possiede nulla?

pignoramento nullatenente
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L’atto del pignoramento si mette in pratica nel momento un cui una persona contrae dei debiti nei confronti di un creditore. Non pagare le rate di un prestito, ad esempio, può portare al pignoramento se in seguito ai solleciti di pagamento le somme dovute continuano a non essere versate. Chi è in difficoltà economiche può cercare di risolvere la situazione di debito prima di arrivare alla soluzione estrema tentando una ridefinizione del finanziamento o chiedendo il saldo e stralcio all’Agenzia delle Entrate (in caso di cartelle esattoriali). La recidività del comportamento, invece, comporta l’esecuzione forzata dei beni con l’inserimento del debitore tra i cattivi pagatori.

Pignoramento del nullatenente, iniziamo con una premessa

L’ordinamento italiano stabilisce che non tutti i beni sono pignorabili. Gli ufficiali giudiziari hanno l’obbligo di rispettare alcune regole nel momento dell’esecuzione forzata. Tra gli oggetti impignorabili citiamo il letto, le sedie, il tavolo in cui si mangia, gli album di foto, i diari, gli oggetti di culto, le armi, i prodotti commestibili, la biancheria, gli elettrodomestici necessari, gli animali da compagnia. La lista continua con gli oggetti fondamentali per svolgere la propria attività lavorativa a meno che il valore dei beni pignorabili non riesce a coprire il debito da saldare. La macchina può essere pignorata mentre la prima casa no. Seconde case e terreni di proprietà, invece, possono essere oggetto di esecuzione forzata.

Un nullatenente che possiede unicamente beni non pignorabili, dunque, è salvo da ogni possibilità di pignoramento? Non è proprio così.

Cosa dice la normativa

Nessun bene pignorabile, nessuna esecuzione forzata. Il pensiero è sbagliato, i nullatenenti devono prestare molta attenzione alla normativa. A tutela del creditore, infatti, la Legge stabilisce che è possibile pignorare la prima casa di proprietà, i soldi presenti su un conto estero o sulle carte prepagate e il 50% dei beni del coniuge se vige la comunione dei beni.

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Se il nullatenente non dovesse avere nulla di tutto questo, allora il creditore dovrebbe rinunciare alla possibilità di veder saldato il debito. Chi non possiede nulla, però dovrà rimanere nella stessa condizione per un periodo compreso tra 5 e 10 anni. Tale, infatti, la tempistica della prescrizione del credito.