Un lavoro al giorno d’oggi è una gran fortuna: senza stress è ancora meglio

Al giorno d’oggi avere un lavoro è di certo una gran fortuna. Uno studio approfondito ci dice però anche di più.

Con i tempi che corrono avere un lavoro, considerata la crisi e le dinamiche avverse spesso dettate dalle politiche dei vari governi rappresenta di certo una grande fortuna per qualsiasi cittadino. Di recente però tutto questo sembra non bastare più ai lavoratori stessi. Spessi si cercano condizioni ottimali per non risentire troppo della fatica dello stesso proprio impiego.

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In questo delicato momento storico possedere un lavoro avere la sicurezza di guadagnare mensilmente quanto sufficiente per il proprio bilancio mensile è già di per se una grande fortuna. Viviamo tempi bui, questo è più che noto e ad oggi definirsi occupati, considerando crisi ed altri fenomeni avversi è di certo qualcosa di molto importante, ma spesso non basta.

Il concetto specifico in merito alla condizione psicologica tutto sommato legata allo svolgimento senza troppa fatica ne stress è definito  life-work balance, indispensabile secondo gli esperti del settore per la salute psico fisica dello stesso lavoratore. L’essenziale insomma all’individuo per vivere nel miglior modo possibile il proprio lavoro non è certo facilmente ottenibile in un contesto sempre più frenetico e realisticamente parlando carico di problematiche.

Non sempre poi è semplice scindere di fatto le due cose, il lavoro dalla vita privata, questo lo sanno benissimo le persone che ricoprono importanti cariche dirigenziali oppure posizioni di grande responsabilità. Grandi difficoltà inoltre per medici di reparto e chef, esposti a turni prolungati e ad una giornata lavorativa che spesso può non conoscere limiti. Una sorta di fine ideale davvero difficile da raggiungere nella maggior parte dei casi. Esistono però delle eccezioni, per fortuna.

Un lavoro al giorno d’oggi è una gran fortuna: ecco quali sono quelli meno stressanti in assoluto

Una interessante ricerca condotta dall’Occupational Information Network, di Washington proprio sulla sfera lavorativa e su quelli che possono essere considerati i lavori meno stressanti in assoluto. Le cosiddette professioni perfette insomma tenendo presente una serie notevole di fattori. Di conseguenza la testata di economia Business Insider ha stilato una interessantissima classifica proprio considerando quelli che sono in assoluto i lavori meno stressanti.

Per condurre la ricerca in questione l’Occupational Information Network ha misurato la tolleranza allo stress valutata su una scala da 0 a 100. La scala di valori viene considerata chiaramente classificando le varie professioni in base al livello di stress, in linea teorica, al quale possono portare. L’analisi è da considerate più che valida nonostante si prendano in considerazione retribuzioni medie ben lontane dal sistema italiano, che possono essere riportate in circa 3500 euro mensili.

Tra le professioni perfette, per cosi dire, troviamo la categoria occupata dai matematici e successivamente da geografi e laureati in scienze politiche. In quanto poi agli stipendi percepiti in determinate posizioni è venuto fuori ad esempio che ai primi tre posti possiamo trovare gli ingegneri chimici con 114.820 dollari seguiti dagli analisti economici ed ingegneri biomedici e fisici con 91.230 dollari e poi gli idrologi con 90.150 dollari. Seguono a ruota poi gli insegnanti di economia, lo statistico, l’ingegnere ambientale e l’insegnante di geografia al liceo, con livelli di stress sempre pi bassi.

La possibilità insomma di lavorare in un certo modo e di ambire a raggiungere risultati che possano portare vantaggi a quante più persone possibili. Il tutto insomma migliora le condizioni generale della stessa “vita” da professionista. Nel nostro paese si è ben lontani da tali condizioni e spesso non si possono mettere in pratica come si vorrebbe le esperienze maturate negli anni di formazione. Un mondo lontano dal nostro insomma, almeno per il momento. Gli italiani come spesso accade inseguono, si spera ancora per poco.