Patente scaduta ed esame da rifare: chi rischia di cadere in un incubo

La patente scaduta da diversi anni comporta la ripetizione dell’esame di guida? Scopriamo le direttive del Codice della Strada.

Una domanda che attanaglia gli automobilisti con la patente B scaduta, basta il rinnovo o è necessaria la revisione?

patente scaduta
Adobe Stock

Diciamo la verità, una cosa è affrontare l’esame di teoria e pratica per prendere la patente di guida a 18 anni e una cosa è trovarsi davanti ai test a 50, 60 anni. I mille impegni, le preoccupazioni, il troppo tempo passato lontano dai libri, pensare di dover ripetere l’iter per avere tra le mani la patente è un incubo ad occhi aperti. Eppure tanti automobilisti si chiedono se questa eventualità possa realmente accadere. In linea teorica non esiste un limite alla tempistica di rinnovo in seguito alla scadenza della patente. Indicativamente, però, sono stati individuati tre anni di tempo per non dover procedere con la revisione del documento di guida.

Patente B scaduta, cosa stabilisce il Codice della Strada

Il Codice della Strada indica nell’articolo 126 la durata della validità della patente di guida ma non fornisce indicazioni sul documento scaduto da svariati anni. Si evince, dunque, che il rinnovo potrebbe essere richiesto in qualsiasi momento senza rischiare di dover ripetere l’esame. Nell’articolo 128, invece, si legge come la revisione sia necessaria nel momento in cui si abbiano dubbi sulla soddisfazione dei requisiti psicofisici dell’automobilista.

La Circolare MCTC numero 16 del 1971 stabilisce, però, che in caso di mancato rinnovo per lungo tempo con la patente priva di validità la scadenza massima sia di tre anni. Superato questo lasso temporale, il titolare del documento dovrà procedere con la revisione che non potrà avvenire con la procedura telematica (Circolare MIT 20423 del 23 settembre 2014).

Cosa sapere sulla revisione

Passati tre anni dalla scadenza, gli uffici della motorizzazione procederanno con la revisione che prevede accertamenti differenti in base alle caratteristiche del richiedente. Potrebbe essere richiesto un nuovo esame della pratica, un nuovo esame di guida oppure la verifica dei requisiti psicofisici. Gli accertamenti, una volta avviati, sono obbligatori, pena la sospensione della patente.

L’automobilista verrà informato dell’avvio del procedimento tramite comunicazione in seguito alla quale potrà procedere con la revisione. La segnalazione della necessità di revisione parte dall’ufficio di motorizzazione dopo aver effettuato i tradizionali controlli per il rinnovo della patente. Se la visita medica non dovesse, ad esempio, appurare con certezza l’idoneità psicofisica dal cittadino, il certificato di rinnovo della patente potrebbe non essere firmato e la revisione scatterebbe in automatico.