Medici ed infermieri reperibili 7 giorni su 7: cosa sta succedendo

Importanti novità nell’ambito della Salute, con una nuova legge che vuole la reperibilità di medici e infermieri 7 giorni su 7. Ecco cosa sta succedendo.

La salute è fondamentale e per questo non possono passare inosservate le novità che riguardano tale ambito, come ad esempio la legge inerente la reperibilità di medici e infermieri 7 giorni su 7. Ma cosa sta succedendo? Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

medici e infermieri
Foto © AdobeStock

La salute si rivela essere, senza alcuna ombra di dubbio, la più importante risorsa a nostra disposizione. Per questo motivo è fondamentale prestare sempre la massima attenzione a tutto ciò che facciamo, onde evitare di dover fare i conti con spiacevoli conseguenze. In particolare il consiglio numero uno da seguire è sempre quello di consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi tipo di farmaco.

A tal proposito, ad esempio, abbiamo già visto come chi soffre di pressione alta non deve usare questo farmaco. Sempre in tale ambito, inoltre, interesserà sapere che giungono importanti novità sempre nell’ambito della Salute, con una nuova legge che vuole la reperibilità di medici e infermieri sette giorni su sette. Ma cosa sta succedendo? Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

Medici ed infermieri reperibili 7 giorni su 7, occhio alle novità: tutto quello che c’è da sapere

Come già detto giungono importanti novità nell’ambito della Salute, con una nuova legge che vuole la reperibilità di medici e infermieri sette giorni su sette. Ma cosa sta succedendo? Ebbene, a tal proposito bisogna sapere che lo scorso 7 luglio è entrato in vigore un provvedimento attraverso il quale viene chiesto a tutte le Regioni di dotarsi entro gennaio 2023 di un’organizzazione “territoriale” adeguata.

Entrando nei dettagli dovranno esserci Case di Comunità, ovvero Cdc, in cui sia sempre disponibile lo specialista in grado di rispondere a qualsiasi problema di salute del cittadino che decida di rivolgersi alla struttura. Con il DM 77, quindi, si chiede la presenza di Case di Comunità aperte sette giorni su sette, 24 ore su 24. A tal fine si prevede la messa in  servizio, a rotazione, di 30 – 35 medici di medicina generale e pediatri, ma anche tra i 7 e gli 11 infermieri.

Ma non solo, è prevista anche la presenza di psicologi, assistenti sociali, ostetrici, tecnici della riabilitazione e qualsiasi tipo di specialista possa aiutare un cittadino che non si sente bene. Nel caso in cui si tratti di una situazione che non può essere risolta nell’ambito del Cdc, inoltre, il cittadino interessato dovrà essere messo nelle condizioni di poter raggiungere l’ospedale o comunque una struttura adeguata alle sue esigenze.

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Come già detto, quindi, in base alle ultime disposizioni, le Regioni dovranno dotarsi entro l’inizio del prossimo anno di un’organizzazione “territoriale” adeguata. In caso contrario la Regione che non riuscirà a rispettare tali tempistiche rischierà di perdere il 2-3% del finanziamento integrativo del Fondo sanitario nazionale.