Crisi supermercati, non spediscono più acqua: cosa sta succedendo

La crisi che investe il nostro paese e non solo rischia di trasformarsi tra qualche tempo in qualcosa di ancora più tragico.

Non basta la crisi innescata dalla pandemia e dai venti di guerra provenienti dall’Europa dell’est. Quello che arriva a noi, nel nostro paese e nel resto del continente è una situazione assolutamente drammatica che rischia di portare la nostra condizione ad un livello sempre peggiore. Gli aumenti sconsiderati degli ultimi mesi, praticamente in ogni settore del comparto commerciale e non solo rischiano di essere soltanto un triste antipasto di ciò che potrebbe accadere.

bottiglie acqua supermercato
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Tutto aumenta, ogni cosa ha visto il relativo prezzo in alcuni casi addirittura raddoppiare. Dai beni di prima necessità a quelli ritenuti non necessari, passando per i servizi, il carburante, le bollette. Ogni cosa insomma va a gravare mensilmente sul bilancio degli italiani in modo sempre più incisivo e decisivo. Tra qualche tempo, con molta probabilità la situazione potrebbe addirittura peggiorare grazie ad alcune dinamiche che cominciano a manifestarsi con tono minaccioso.

Il rischio concreto per i prossimi mesi potrebbe essere davvero inaspettato. Stiamo parlando delle difficoltà di approvvigionamento di un elemento assolutamente essenziale per una bella fetta del comparto commerciale, l’anidride carbonica. Le aziende abbassano le soglie di produzione, in alcuni casi addirittura si fermano per la scarsità dell’elemento base. L’aumento dei costi anche di trasporto, dello stesso approvvigionamento, hanno fatto in modo che molte imprese si regolassero di conseguenza.

L’allarme nei giorni scorsi è stato lanciato ad esempio dalla società produttrice dell’acqua Sant’Anna, attraverso uno dei suoi dirigenti, Alberto Bertone. In questo caso, in occasione di un meeting aziendale si è fatto riferimento proprio alle difficoltà riscontrate dalle aziende per quel che riguarda la produzione di acqua gassata. In molti casi, cosi come anticipato la produzione è stata rallentata, in altri, addirittura il tutto è stato fermato.

La società produttrice di acqua Sant’Anna è una di quelle che ha deciso lo stop della produzione di acqua gassata. La situazione al momento, almeno stando a ciò che si può avvertire dall’esterno non sembra estremamente preoccupante, ma il problema esiste e potrebbe presto presentare il conto.

Mercato impazzito, i prodotti scarseggiano: ecco cosa si rischia in tempi molto brevi

Cosi come riportato sul quotidiano Repubblica Torino in molti casi si starebbe assistendo in quei luoghi ad un ridimensionamento della presenza di bibite gassate tra gli scaffali dei supermercati. Le grandi catene addirittura risulterebbero coinvolte cosi come i piccoli negozi. Pam e Carrefour insomma mostrerebbero quanto in effetti il problema sia al momento più pressanti che mai. Le stesse notizie arrivano inoltre anche da altre regioni.

In alcune zone dell’Emilia Romagna, addirittura pare sia stata imposta una politica di razionamento di alcuni specifici prodotti per fare in modo che questi non vengano acquistati in grandi quantità dai clienti. Stesso discorso vale per la Lombardia, dove secondo il quotidiano Il Giorno, in molti supermercati si assiste alla solita scena dell’acqua frizzante ordinata che però non arriva mai. Disponibilità invece per le acque leggermente frizzanti.

Lo stesso Alberto Bertone, ha spiegato sempre al quotidiano la Repubblica, quanto il prezzo dell’anidride carbonica sia aumentato nell’ultimo periodo. In alcuni casi addirittura di ben sette volte. Una cisterna, per fare un esempio pratico, prima costava circa 3mila euro, oggi ne costa quasi 21mila. Tra le altro le aziende produttrici registrano anche dei sostanziali ritardi per quel che riguarda le consegne previste. Il problema inoltre, sempre secondo Bertone, riguarderebbe nel dettaglio le bottiglie da mezzo litro.

Sant’Anna, chiude Bertone, per tutto agosto non garantirà la consegna di acqua frizzante a causa dello stop alla produzione. Parliamo in questo caso del 30% della produzione generale. Altro rischio correlato riguarda la mancanza anche di azoto che contribuisce al processo di imbottigliamento dell’acqua. Una serie di problematiche questioni insomma che stando alle stime potrebbero risolversi per settembre. Questo, di certo, è quello che tutti non possono far altro che sperare. Dal grande produttore al piccolo consumatore.