Una montagna di soldi ritrovata per caso: ma ormai era troppo tardi

Le vicende che quotidianamente riempiono le cronache hanno il potere di consegnarci lo specchio spesso crudele dei tempi che viviamo.

Gli ultimi sprazzi di cronaca cavalcano in qualche modo l’onda del paradosso, dell’anomalo dell’inimmaginabile. Il momento critico, difficile, duro, insormontabile in quanto a instabilità e fragilità porta ad immaginare nuovi orizzonti, nuove situazioni, momenti che sfiorano l’irreale. La ricerca della felicità, della stabilità, di un minimo di sereno ed affidabile equilibrio.

Soldi ritrovati
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La realtà dei fatti, cruda, spietata, irriverente può fare in modo di farci ritrovare a nostra insaputa di fronte a qualcosa di sorprendente, qualcosa che però non consente di trarne vantaggio, in nessun modo. L’immagine di ciò che sarebbe potuto essere riporta alla mente quelle condizioni ricercate, quasi sognate in tempo di crisi. Impotenti però si assiste all’annullamento di quella speranza all’ aumento della consapevolezza fine, a quel punto, a se stessa.

Gioca con le persone la realtà, porta loro di fronte a fatti, a storie incredibili, difficili anche soltanto da raccontare. La vicenda in questione ha fatto in modo che la speranza, quella vera, perdesse di colpo di valore. Una montagna di soldi, davanti ai propri occhi inutile da osservare, impossibile da fare propria, in ogni modo. I fatti del vicentino, è quella la zona del paese interessata risultano amari, quasi al limite della pura e fredda ingiustizia, quantomeno sotto il profilo delle immagini proposte.

Quello che è capitato ad un gruppo di dipendenti di un’azienda di smaltimento rifiuti per l’appunto del vicentino, precisamente di Romano d’Ezzelino si sono ritrovati davanti agli occhi una scena che forse nella propria vita avranno singolarmente sognato centinaia e centinaia di volte. La differenza tra sogno e realtà? L’impossibilità di godere, di avvantaggiarsi in qualche modo attraverso quella stessa immagine, irrealtà allo stato puro.

Una montagna di soldi ritrovata per caso: i dipendenti sbigottiti non credono ai propri occhi

Un milione di euro, per l’appunto una vera e propria montagna di soldi andati persi per sempre davanti agli occhi increduli di un gruppo di addetti ai lavori di smaltimento rifiuti. Piccoli, piccolissimi pezzi di banconote dal taglio di 500 e 200 euro, che molti hanno riconosciuto dai particolari colori ritrovati tra gli scarti della plastica. Il tutto per un totale di 1 milione di euro. Una scena che chiaramente queste persone ricorderanno per sempre.

L’amministratore delegato dell’azienda in questione, la Sea, ha rilasciato una serie di dichiarazioni contraddistinte da una sorta di poco celabile rammarico: “A norma di contratto eravamo ormai proprietari del materiale – spiega aIl Giornale di Vicenza – poche ore dopo il recupero, il Comune nel quale ha sede l’ecocentro dove abbiamo prelevato la fotocopiatrice ci ha chiamati, per ben due volte, in poco tempo. La prima volta ci hanno chiesto se avevamo già smaltito le fotocopiatrici. La seconda hanno raccontato di un anziano che era nel panico perché sosteneva che dentro uno dei macchinari aveva lasciato un testamento importante e doveva recuperarlo“.

L’impotenza, per l’appunto dei dipendenti dell’azienda di smaltimento rifiuti di fronte alla possibilità, a questo punto poco chiara, di dare un taglio netto con il passato di certo segnerà il futuro di queste persone. Cosi come dichiarato dallo stesso amministratore delegato della Sea, quei soldi, da contratto sarebbero diventati proprio dell’azienda. Storie che di certo rimandano al senso attuale dei giorni che viviamo, alla condizione che ci vede protagonisti, travolti senza alcun avviso da un clima di incertezza e di dilagante crisi.

Una montagna di soldi persi per sempre ed un gruppo di persone impossibilitate ad ogni azione, fermi, costretti ad assistere alla scena. La sorte che impone la durezza della stessa immagine, quasi una sorta di violenza per gli occhi. Il presente, riluttante ad ogni sereno equilibrio sa consegnarci anche certe surreali vicende.

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