Il caso dell’eredità senza testamento: ecco a chi vanno i beni

Qualora un parente deceduto non abbia lasciato un testamento, scritto oppure orale, è la Legge a regolare l’eredità. Così da non creare divisioni.

 

La scomparsa di una persona cara lascia scie emotive che nessun lascito può colmare né lenire. Eppure, nonostante la sfera delle emozioni dovrebbe tenere le redini in scenari simili, esistono questioni ben più terrene che, in qualche modo, vanno risolte.

Eredità senza testamento
Foto © AdobeStock

Il riferimento, chiaramente, è ai lasciti testamentari o, in senso più generale, all’eredità spettante ai parenti nel momento in cui un familiare viene a mancare. Questioni che, teoricamente, dovrebbero risolversi in modo civile, sulla base di quanto disposto preventivamente. Una condizione che, però, non sempre accontenta tutti e, soprattutto, non sempre sussiste. In alcune circostanze, il decesso di un familiare può sopraggiungere senza che esista un apposito testamento. Una situazione che, apparentemente, potrebbe sembrare caotica, o quantomeno ideale per provocare contrasti anche in seno alla famiglia. I potenziali eredi, infatti, si ritroverebbero (sempre in apparenza) a doversi contendere un lascito che, nella sua misura, è allo stesso modo regolamentato, anche in assenza di testamento.

È il Codice civile stesso a regolare le situazioni di questo tipo, proprio al fine di scongiurare dispute ereditarie destinate solo a creare fratture e litigi. E, allo stesso modo, a evitare che sorgano appropriazioni indebite o, addirittura, delle illegittimità da parte di un erede nei confronti dell’altro. Questo, chiaramente, solo nel caso in cui il parente deceduto non abbia lasciato indicazioni, scritte oppure orali, sulla suddivisione dei propri beni al momento della sua scomparsa. In realtà, le situazioni che riguardano l’eredità sono diverse. In alcuni casi, addirittura, potrebbe convenire rinunciare a un lascito, a determinate condizioni naturalmente. Nella maggior parte dei casi, però, la procedura è quella della ripartizione paritaria.

Eredità senza testamento: come dividere i beni del parente scomparso

Nei casi nebulosi, il primo riferimento è sempre quello legislativo. Nello specifico, l’articolo 581 del Codice civile regola, in assenza di testamento, l’eredità del defunto. Un primo distinguo va effettuato in base allo stato sociale. In caso di matrimonio, ad esempio, l’eredità spetterà al coniuge superstite e, naturalmente, ai figli della coppia, se presenti. In caso fossero due o più, questi avranno diritto a due terzi dei beni, mentre al coniuge superstite spetterà il restante terzo. Qualora non fossero stati generati figli, il terzo al coniuge resterà immutato, mentre i due terzi restanti andranno suddivisi tra i fratelli e i genitori del defunto. A questo proposito, è bene ricordare quanto specifica l’articolo 585 del Codice Civile: qualora non vi sia addebito della separazione, anche l’ex coniuge avrà diritto all’ottenimento di un terzo dell’eredità.

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Nel momento in cui il defunto abbia sempre mantenuto lo stato civile celibe o nubile senza aver generato figli, l’eredità sarebbe destinata a fratelli e genitori superstiti. In questo caso, tuttavia, ai genitori spetterà sempre e comunque il diritto a ricevere la metà del patrimonio complessivo. Esiste poi il caso in cui i legittimi eredi rinuncino all’eredità. In questo caso, sempre in virtù dell’assenza di uno specifico lascito, la legge stabilisce che il patrimonio andrà suddiviso fra i discendenti del defunto entro il sesto grado di parentela. Solo nel caso in cui anche questi non fossero presenti, saranno le casse statali a veder confluire al proprio interno i beni del contribuente.