Boom di truffe online, tutti minacciati: l’antidoto dipende da… noi

La Polizia postale avvisa: le truffe online sono aumentate del 21% rispetto a due anni fa. L’informazione sulla loro natura è più che mai fondamentale.

 

Quella delle truffe online è una piaga fin troppo noto nella società odierna. Un’evoluzione, di fatto, di quella che era la strategia degli adescamenti via telefono. Ancora utilizzati, per carità.

Truffe online Polizia postale
Foto © AdobeStock

Al momento, però, il vero pericolo è veicolato soprattutto dagli strumenti digitali. Mail e sms in primis. Truffe che hanno nel tempo assunto nomi diversi ma con significato identico: phishing e smishing. Le principali minacce, assieme alla violazione dei server, messe in atto per via informatica. Si tratta di pratiche conosciute, magari anche per esserne rimasti vittima, ma che continuano a essere piazzate in rete sostanzialmente per due ragioni: la possibilità di raggiungere un numero vastissimo di potenziali vittime e, soprattutto, la poca attenzione che solitamente viene posta ai messaggi che riceviamo. Non si tratta di una colpa chiaramente ma, vista la fretta che contraddistingue la nostra quotidianità, si parla più che altro di un effetto riflesso.

Telefoni e mail sono quanto di più frequente nella nostra giornata. E, per questo, ciò che ci arriva è solitamente roba comune, conosciuta e attinente a quelle che sono le nostre abitudini giornaliere. Ad esempio la ricezione di un pacco, circostanza particolarmente sfruttata dai cybercriminali per indurre le vittime in errore. In pratica, accanto agli indubbi benefici portati dalla tecnologia, il contrappeso dei rischi mette sostanzialmente in pareggio la bilancia. Dietro lo schermo potrebbe sempre nascondersi una minaccia. Ed è la stessa Polizia postale a dare l’allarme.

Polizia postale, allarme truffe online: ecco come difendersi

La PolPosta ha più volte messo in allerta gli utenti del web. Fornendo, oltre agli aggiornamenti sulle tipologie di truffe online, anche gli strumenti per difendersi da esse. Al momento i dati sono agghiaccianti: il trend truffaldino è aumentato del 21% rispetto al 2020. In sostanza, le frodi online continuano a essere estremamente popolari per i cybercriminali, probabilmente perché in un buon numero di occasioni colpiscono nel segno. La Polizia postale vigila soprattutto sulle truffe messo in atto contro i conti correnti, vero obiettivo dei truffatori. I quali, sovente, piazzano le loro trappole affinché sia l’utente stesso, spaventato, a fornire inconsapevolmente le chiavi d’accesso al proprio home banking. E, se la truffa riesce, non è sempre facile tornare in possesso dei propri averi.

L’invito degli esperti è sempre lo stesso: prevenire piuttosto che curare. Avere contezza del pericolo e, soprattutto, degli strumenti a nostra disposizione per evitarlo. Non esistono formule magiche chiaramente. Piuttosto, sarebbe utile lavorare sulle proprie emozioni, affinché non prendano il sopravvento nel momento in cui, sul nostro telefono, appare un messaggio sospetto. Il quale potrebbe segnalarci sedicenti problematiche sul nostro conto corrente, un blocco, un pacco in attesa, persino un’intromissione sulla nostra carta. A volte, i truffatori si servono addirittura dei nomi delle banche o di altri enti. In questi casi, meglio rivolgersi direttamente all’istituto bancario per chiedere lumi, senza cliccare sui link presenti nei messaggi.

Per quel che riguarda la PolPosta, sono due le task force che si muovono in questo ambito. Innanzitutto quella che si occupa della prevenzione, così che i messaggi-cargo delle truffe online non arrivino mai a destinazione. E, in secondo luogo, quella contenitiva, che si occupa di porre rimedio a una truffa già avvenuta. Il problema principale, spesso, è proprio la scarsa informazione. La quale, invece, risulta fondamentale non solo per sapere come risolvere il problema di una truffa ma anche come riconoscerla prima che l’amo venga tirato. In pratica, è vero che prevenire è meglio che curare. Ma è vero pure che un po’ di applicazione ci vuole.

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