Non c’è pace per gli italiani: è in arrivo un nuovo aumento dei prezzi

La situazione nel nostro paese è ormai assai delicata per quel che riguarda l’aumento dei prezzi ormai indiscriminato.

Negli ultimi tempi all’indomani dell’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo stiamo assistendo ad un graduale ed indiscriminato aumento dei prezzi praticamente in ogni settore. Settimana dopo settimana qualsiasi articolo di genere alimentare è aumentato di prezzo cosi come i servizi, il carburante e tanto altro ancora. Il futuro potrebbe essere ancor più cupo sotto questo punto di vista con nuovi aumenti in svariati settori.

 

supermercato portafoglio
Foto © AdobeStock

Aumento dei prezzi del grano, la siccità ed un accordo tra Russia e Ucraina che non trova la fumata bianca. L’agricoltura italiana potrebbe subire un brusco colpo da qui a breve. Le regioni del nord Italia, tra le quali Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia, saranno quelle che probabilmente subiranno il contraccolpo maggiore considerando la quantità di terreni ed aziende attive nello specifico settore. L’allarme in questo senso arriva da Coldiretti, che attraverso il suo responsabile economico prova a tracciare un quadro preciso della situazione.

Un’azienda agricola su tre starebbe lavorando sottocosto, mentre una su dieci è a rischio chiusura entro la fine dell’anno. L’allarme lanciato attraverso una serie di dichiarazione al sito web “Money.it” è di Lorenzo Bazzana, per l’appunto responsabile economico di Coldiretti. Guadagni a rischio insomma e rischio più che probabile di nuovi ed continui fallimenti delle aziende che da quelle parti rappresentano un aspetto importante della locale economia.

L’Europa prova in qualche modo a liberare il grano ucraino. Emmanuel Macron, presidente della Repubblica francese in contatto con il presidente turco Recep Erdoğan sta provando a dare vita a corridoi straordinari per far transitare il grano stesso all’esterno della Ucraina. 22 milioni di tonnellate di grano fermi nei silos con i porti di Mariupol, Kherson, Mykolaïv e Odessa ancora bloccati dallo stesso conflitto.

Non c’è pace per gli italiani: ecco quello che potrebbe accadere a breve

Joseph Borrell, alto rappresentante per la Politica estera dell’Ue, parla di questione di vita o di morte rispetto all’esigenza di liberare i porti ucraini dal blocco russo. Nazioni come l’Uganda, ad esempio, dipendono dal grano ucraino per il 90%, in quei casi il rischio concreto è la carestia. In occidente i prezzi sono alle stelle, chiaramente per le aziende impegnate nel settore. Confagricoltura parla di una produzione di cereali andata giù del 30% e oltre.

Ancora Bazzana inoltre spiega: “Al di là dei valori medi i concimi in alcuni casi sono triplicati, perché soprattutto quelli azotati arrivano principalmente da Russia, Bielorussia e Ucraina: quindi tra sanzioni e guerra ci sono vari problemi e anche lo sblocco dei porti sul Mar Nero non porterebbe grandi miglioramenti”. Gli aumenti nei supermercati sono spinti chiaramente anche dal taglio dei raccolti stessi. Aumenti dell’11% per la frutta e del 12% per la verdura. La stangata per gli italiani è insomma in arrivo, l’ennesima.

Da non sottovalutare inoltre il problema siccità: “Dipende poi da territorio a territorio – aggiunge Bazzana – ci sono zone in cui la siccità è stata mitigata grazie a maggiore irrigazione e altre in cui i terreni non sono irrigui e le spighe sono rimaste poche. Ovviamente il Nord è più penalizzato perché non è abituato alla siccità: è in sostanza una novità”. La crisi in maniera devastante potrebbe colpire da un momento all’altro peggio di quanto abbia già fatto nelle ultime settimane.

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Le economie di intere aree geografiche italiane sarebbe a rischio e chiaramente portandosi dietro tutto ciò che da questa dinamica può derivare. Gli italiani a questo punto chiedono un intervento preciso da parte delle istituzioni. Basta incertezze ed aumenti di prezzo indiscriminati. La situazione è già delicata cosi com’è, ma il peggio potrebbe ancora arrivare.