Gas, c’è il piano anti-razionamento ma ora c’è (pure) la crisi politica

Gas, l’Europa chiama: pronto un piano per evitare le ricadute dei tagli. Ecco come agire in caso di taglio delle forniture per evitare il razionamento.

 

Se prima era solo crisi del gas, ora bisogna aggiungere il caos politico che rende difficile prevedere praticamente ogni mossa. Con l’annuncio delle dimissioni di Mario Draghi, l’agenda di Governo subisce una brusca battuta d’arresto.

Gas razionamento
Foto © AdobeStock

Sul tavolo ci sono misure urgenti, sia in relazione al contesto internazionale che in merito alle criticità interne. Il che non significa per forza una lettura separata delle due cose. Il tema del gas, ad esempio, resta centrale anche alla luce delle dichiarazioni della Commissione europea, che ha assegnato all’Italia la maglia nera per quel che riguarda le prospettive di crescita nel 2023. Non certo un buon auspicio, tanto più ora che il Governo rischia seriamente di restare senza una guida in acque agitate. Purtroppo non una novità, visto che poco più di un anno fa accadde sostanzialmente la stessa cosa. Allora, però, l’emergenza era quella comune, ossia la pandemia che ancora metteva alla prova la resistenza della comunità internazionale.

Ora però grava il resto delle emergenze: guerra in Ucraina, siccità, stipendi bassi, inflazione e, naturalmente, crisi energetica. Un quadro che, al netto dei fronti comuni di risoluzione, rischia di dividere più che di unire. In Italia è successo esattamente questo, proprio nel momento in cui l’Europa richiama il nostro Paese a una maggiore autonomia energetica e a guardare al futuro con provvedimenti più concertati per evitare di finire in coda rispetto alla crescita (pur lentissima) dell’Eurozona. Intanto, sul tema gas, proprio dall’Europa arriva una prima sterzata: la Commissione, con orizzonte mercoledì prossimo, è pronta a presentare un piano per contrastare la riduzione o il taglio delle forniture di gas da parte della Russia. Secondo quanto scrive la Commissione, “agendo ora si potrebbe ridurre di un terzo l’impatto di un’improvvisa interruzione dell`approvvigionamento”.

Gas, obiettivo paracadute: ecco il piano anti-razionamento

Teoricamente, visto che è l’Europa a tenere le redini, il piano anti-razionamento dovrebbe essere applicato a prescindere dalla situazione politica interna. Certo è che la deadline per la presentazione del programma è a breve, proprio il prossimo mercoledì, ossia quando il premier dimissionario Mario Draghi relazionerà alle Camere sulla sua decisione di lasciare l’incarico. Il piano sarà discusso dai ministri dell’Energia dell’Unione europea e verterà sul raggiungimento di una soluzione coordinata che passerà da “una cooperazione transfrontaliera”. Questo per definire le priorità e ridurre gli effetti incontrollabili di un eventuale taglio alle forniture di gas. Il primo invito di Bruxelles è quello del risparmio coordinato della domanda. Obiettivo, limitare il razionamento alle industrie.

Si procederà per fasi. Dopo aver sbrigato la priorità, si procederà con una seconda fase di riduzione dei consumi. Così da evitare il deterioramento della situazione dell’approvvigionamento. Una mossa che permetterebbe di evitare anche le avvisaglie di Gazprom, che non ha garantito il funzionamento di Nord Stream 1 dopo il 22 luglio, a seguito del termine dei lavori di manutenzione. Inoltre, per gli edifici pubblici, viene richiesto di abbassare il riscaldamento da 20 a 19 gradi, soluzione che consentirebbe un risparmio sostanziale, dei consumi e quindi in bolletta. Terza fase, quella dell’emergenza, che vedrebbe il nuovo regolamento sullo stoccaggio del gas. Ossia, taglio dei consumi fino al 35%. Praticamente il razionamento tanto temuto.

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