Sciopero aerei, obiettivo risarcimento: così i soldi volano indietro

Se ridefinire i propri voli è difficile, quantomeno è possibile tornare in possesso dei propri soldi. Il resto è un problema di aerei e aeroporti.

 

Il caos degli aeroporti rischia di creare un corto circuito. Il problema della cancellazione dei voli, in piena estate, si è scontrato sia con l’allerta del Codacons che con la crisi dei passeggeri.

Sciopero aerei rimborso
Foto © AdobeStock

Chiaro che, in questo senso, il primo obiettivo sia la ridefinizione del volo. Un altro problema però, visto che gli scioperi delle compagnie low cost e la cancellazione di una parte delle partenze eseguita anche dalle compagnie maggiori (Lufthansa in primis) rischiano di creare un buco difficilmente colmabile o comunque conciliabile con i giorni di ferie, a questo punto da ridefinire per molti viaggiatori. In realtà, le problematiche alla base dell’allerta sono parecchie. Dalla guerra alla risalita dei contagi da Covid, così come l’aumento dei prezzi, i salari bassi, l’assenza di dipendenti e, non ultimo, le vacanze già pagate e ora pericolosamente a rischio. Abbastanza per creare i presupposti di una vera e propria estate di passione, laddove l’obiettivo era quello della ripartenza.

A questo punto, viste le difficoltà, ecco che l’obiettivo primario dei viaggiatori non è più capire quanto effettivamente inciderà lo sciopero degli aerei ma quando e come i propri soldi torneranno indietro. La complicata ridefinizione dei voli non basta più: bisognerà innanzitutto capire come eseguire i rimborsi dei biglietti aerei già acquistati e cancellati, o per sciopero o per depennamento dei voli dal calendario. In questo senso, nel primo caso si fa riferimento alle agitazioni dei lavoratori Ryanair (per il 17 luglio) e di EasyJet, già stigmatizzate dal Codacons. Nel secondo, alla ridefinizione del piano di partenze disposto da compagnie maggiori, come Lufthansa. In ogni caso, il problema c’è.

Sciopero aerei, ecco come tornare in possesso dei propri soldi

Sul tavolo non c’è solo lo sciopero di Ryanair e EasyJet. Anche i passeggeri di Volotea, Malta Air e Crewlink si sono visti costretti a cancellare dai loro programmi le partenze previste. A questo punto, buona parte delle conseguenze dipenderanno dallo stato delle cose: qualora i passeggeri fossero costretti a rimandare i giorni di villeggiatura o, peggio ancora, a disdire le loro prenotazioni pagando magari delle penali, le cose potrebbero complicarsi anche per le compagnie aeree. I viaggiatori, infatti, saranno a quel punto autorizzati a procedere con la richiesta di un risarcimento non solo del biglietto ma anche del danno subito, fino alla ragguardevole cifra di 5 mila euro. Ad affermarlo è proprio il Codacons.

L’organizzazione, infatti, ha tutta l’intenzione di offrire assistenza legale ai passeggeri rimasti imbrigliati nell’agitazione dei lavoratori del settore dei voli aerei. E questo nonostante le sigle sindacali di riferimento abbiano ribadito che lo sciopero è stato indetto al fine di garantire equità a livello di retribuzione e un miglioramento delle condizioni lavorative del settore. Tuttavia, come spiegato dal Codacons, anche in questi casi le compagnie sono tenute al risarcimento dei danni prodotti. Come peraltro confermato anche da una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea. Nella quale si legge anche che uno sciopero non va considerato come “circostanza eccezionale” ma un evento facente parte del “normale esercizio dell’attività del datore di lavoro”.

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Per informazioni sulle modalità di richiesta del risarcimento basterà visitare la pagina di riferimento del Codacons, dove sono presenti aggiornamenti e chiarimenti vari. Attenzione, perché già in passato i consumatori hanno fatto riferimento alla pagina, il cui scopo è quello di velocizzare il disbrigo delle partiche di rimborso.