Oggi 5 luglio non è giornata da prendere il Taxi: cosa potrebbe succedervi

Il paese immobilizzato da uno scioperò che di sicuro mostrerà i suoi effetti sul quotidiano dei cittadini. 

Una protesta che al momento appare quasi simbolica, la mobilitazione di una intera categoria in tutto il paese per dire no ad un decreto legge che non piace ed attraverso il quale secondo gli stessi lavoratori del settore non passa quella spinta che invece vista la situazione ci si aspettava. La mobilitazione ci si augura dalla stessa categoria si spera possa rappresentare un forte segnale.

Sciopero
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Ci si augurava, o per lo meno, qualcuno aveva sperato si riuscisse nell’impresa di non arrivare alla mobilitazione in questione. Alla fine lo sciopero dei taxi è confermato in tutto il paese. A niente è valso il tentativo in extremis di mediazione da parte del ministero di Trasporti. Oggi, in ogni parte del paese insomma i taxisti incroceranno le braccia per ben 48 ora per protestare contro il mancato stralcio, chiesto dalla categoria del tanto contestato articolo 10 del ddl concorrenza.

Quasi tutte le sigle sindacali di categoria aderiranno alla mobilitazione stessa. Lo scorso 27 giugno la viceministra delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Teresa Bellanova con delega del Governo aveva provato a ristabilire una sorta di equilibrio tra le parti convocando i sindacati in merito alla questione. Ma l’operazione non ha avuto buon esito. La posizione dei rappresentanti della stessa categoria appare abbastanza netta e delineata.

Italia paralizzata: le posizioni delle categorie che hanno portato allo sciopero

Siamo sempre più convinti – dichiarano i rappresentanti di categoria all’indomani dell’incontro fallito con il Governo – che la riscrittura delle norme per migliorare il settore debba avvenire non con una legge delega inserita in un ddl concorrenza, ma attraverso un provvedimento di confronto tra categoria, governo e sindacati. Si punta all’adeguamento dell’offerta di servizi alle forme di mobilità che si svolgono mediante applicazioni web che utilizzano piattaforme tecnologiche per l’interconnessione dei passeggeri e dei conducenti“,

Prevista per questa mattina, inoltre da Piazza della Repubblica fino a Piazza Venezia, a Roma. Una manifestazione alla quale parteciperanno ed interverranno tra gli altri numerosi sindacalisti. Lorenzo Bittarelli, presidente della Cooperativa Radiotaxi 3570 di Roma, in merito alla questione ha cosi dichiarato: “Le licenze devono restare prerogativa dei tassisti il modello per noi è l’accordo con Uber che abbiamo raggiunto come It Taxi. La nostra partnership prevede che per coloro che chiedono un veicolo su Uber la chiamata viene veicolata ad It taxi che la gestisce con i suoi veicoli. Invece di fare la guerra ad Uber abbiamo preferito trovare la pace per avere molte corse in più specie con i turisti. Siamo tutti consapevoli che il futuro non si puo’ fermare ma bisogna agire all’interno delle regole”.

Nicola Di Giacobbe, segretario di Unica Taxi Cgil, attraverso i social, inoltre, dichiara: “Fuori i mercanti dal servizio pubblico. Vogliono sostituire migliaia di piccoli operatori – recita una nota sindacale –  con due o tre soggetti che si spartiscono l’intero mercato. Per sfruttare il lavoro e imporre condizioni svantaggiose all’utenza”. Posizioni che insomma convergono tutte in uno scontro per ora apparentemente lieve con il Governo. La categoria è certa dei vantaggi che potrebbero scaturire da un accordo sul decreto in questione.

Il paese insomma rischia la paralisi. Il tutto per un accordo che non arriva. Si va verso lo scontro in merito ad un dialogo che al momento appare essere saltato per mancanza di condizioni favorevoli da una parte. Al momento insomma si spera si possa proseguire proprio quel dialogo che sembra non voler decollare. Si spera in una vicinanza delle parti nell’interesse di tutti. Le prossime settimane saranno dunque decisive e ci si augura che la “pace” possa arrivare molto prima di quando ci si possa immaginare.

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