Voli cancellati, come chiedere i rimborsi: le compagnie aeree tremano

I voli cancellati creano disagi e possono rovinare una vacanza. Le compagnie sono chiamate a rimborsare il biglietto aereo in determinati casi, vediamo quali.

Le Associazioni che tutelano i viaggiatori e l’Unione Europea hanno regolamentato le direttive riguardanti ritardi e voli cancellati.

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Gli aeroporti italiani ed europei sono stati interessati in questi ultimi giorni da un numero elevato di ritardi dei voli e di cancellazioni. Uno sciopero del personale viaggiante ha bloccato la linea aerea lo scorso due luglio con Ryanair e Easyjet che in Spagna hanno cancellato 15 voli in arrivo o partenza provocando ritardi per 175 voli. Le ripercussioni sono arrivate anche in Italia ma gli stop non si fermeranno qui. Sono previsti in totale tre fermi da quattro giorni dal 12 al 15 luglio, dal 18 al 21 luglio e, infine, dal 25 al 28 luglio. I blocchi causano, naturalmente, enormi disagi tra i viaggiatori e cresce la preoccupazione di una vacanza rovinata da una cancellazione del volo. Come agire in un’eventualità del genere?

Voli cancellati, quando il rimborso è possibile

Il regolamento dell’Unione Europea 261 stabilisce che il passeggero di un volo cancellato ha il diritto di partire utilizzando un altro volo, anche di una seconda compagnia. In più, il viaggiatore ha il diritto di chiedere il rimborso del biglietto e un risarcimento qualora l’avviso del cambiamento arrivi meno di due settimane prima del volo.

L’importo dell’indennizzo è compreso tra 250 e 600 euro indipendentemente dal costo del biglietto. In caso di ritardi, poi, la compagnia dovrà offrire snack e bevande e qualora il passeggero provvedesse a sue spese potrebbe conservare gli scontrini per chiedere il rimborso. L’assistenza a terra, poi, è un altro diritto del viaggiatore.

I dettagli sul rimborso

I voli cancellati danno diritto al rimborso totale del prezzo del biglietto oppure alla scelta di un volo sostitutivo. Le variazioni intervenute a meno di 15 giorni dalla partenza comportano, poi, un risarcimento che sarà pari a 250 euro per per le tratte fino a 1.400 chilometri, 400 euro per le tratte fino a 3.500 chilometri e pari a 600 euro oltre i 3.500 chilometri.

Se l’informazione del cambiamento avviene prima delle due settimane, il viaggiatore non potrà chiedere il rimborso. Allo stesso modo la pretesa non è giustificata se l’avviso viene dato tra i 14 e i 7 giorni prima del decollo contemporaneamente ad un’alternativa che permetterebbe di partire entro le due ore precedenti all’orario iniziale. Inoltre, nessun risarcimento è dovuto qualora la compagnia potesse dimostrare che la cancellazione è stata causata da un evento eccezionale quale maltempo, sciopero e blocco informatico.

Quando il risarcimento è concesso

Per ottenere il risarcimento occorrerà dimostrare che la compagnia aerea sia stata responsabile della cancellazione del volo. Sarà necessario, poi, aver effettuato il check in con puntualità, che il volo sia partito da un Paese UE o atterrato in un Paese UE e che il disservizio risalga a meno di un anno e mezzo.

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La richiesta di risarcimento deve essere inoltrata inviando un reclamo alla pagina web della compagnia area.