Busta paga, aumento di 200 euro netti al mese: cosa sta succedendo

Occhio allo stipendio! Aumento di 200 euro netti al mese in vista in busta paga? Meglio far chiarezza.

Sono in molti a sperare in un aumento in busta paga, soprattutto per far fronte al preoccupante aumento dei prezzi dell’ultimo periodo. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

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Foto © AdobeStock

L’ultimo periodo è stato segnato da un preoccupante aumento generale dei prezzi con rincari fino al 43% che finisce per ridurre il nostro potere di acquisto. Riuscire a sostenere le varie spese e ad arrivare alla fine del mese risulta sempre più difficile. Non stupisce, quindi, che in molti abbiano accolto positivamente la decisione del governo di erogare un bonus 200 euro una tantum.

Misura nuova per eccellenza del 2022 che non è passata di certo inosservata, in molti si auspicano che possa diventare strutturale. In particolare sono in molti a chiedersi se sia in vista un aumento di 200 euro netti al mese in busta paga. Entriamo quindi nei dettagli per vedere tutto quello che c’è da sapere in merito e soprattutto cosa sta succedendo.

Busta paga, aumento di 200 euro netti al mese in vista? Ecco tutto quello che c’è da sapere

Un periodo storico particolarmente difficile quello in cui ci ritroviamo a vivere, segnato da tutta una serie di eventi negativi che hanno un impatto non indifferente sulle nostre vite e sulle nostre tasche. Tra questi si annovera il preoccupante aumento generale dei prezzi, che porta in molti a riscontrare delle serie difficoltà nel riuscire a far fronte alle varie spese.

Proprio in tale ambito si inserisce la proposta di Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, che nel corso del convegno “Il lavoro interroga” ha dichiarato: “Il governo ha deciso per una tantum di 200 euro mentre per poter reggere questa situazione, tra inflazione e costi di energia, ai lavoratori servirebbero che nei rinnovi i contratti prevedessero un aumento di almeno di 200 euro netti al mese. Non è più il momento di una tantum”.

Resta però da capire quale tipo di riforma attuare per poter trasformare questa proposta in una concerta realtà. “Se si fa con il taglio del cuneo fiscale i benefici del taglio devono andare tutti ai lavoratori“, ha infatti sottolineato Landini.

Non è più il momento del ’dividere un pochino’ e senza abbassare la guardia sul sistema pensionistico”. Per poi aggiungere: “Se tagliare il cuneo per aumentare i salari finisce con il tagliare anche i contributi che servono a una pensione di dignità è un problema da non sottovalutare“.

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