Bonus 480 euro, l’aiuto insperato: chi può fare domanda

Il Bonus 480 euro è più che altro un rimborso spese. Destinato a chi ha effettuato l’acquisto di un dispositivo POS di ultima generazione.

 

Sembra che qualche aiuto, alla fine, possa arrivare anche per qualcuno rimasto fuori da quelli ordinari. Incluso il Bonus 200 euro, che qualche scontento ha finito per provocarlo.

Bonus 480 euro
Foto © AdobeStock

Visto che l’inflazione avanza e la crisi è tutt’altro che in procinto di concludersi, bisogna ancora fare i conti con i risvolti della frenata pandemica. E, per questo, un contributo una tantum (tra l’altro da erogare proprio in questi giorni) da soli 200 euro sembra non bastare. Specie se il parterre dei beneficiari non fosse così ampio come si pensava. Gli aiuti sociali, quindi, sono pronti a dotarsi di una nuova immissione, che prevedrà addirittura un nuovo bonus pari a 480 euro, più del doppio dell’altra agevolazione prevista per lavoratori, pensionati e disoccupati. Sotto la lente, in particolare, figurano le famiglie con figli e, nondimeno, le partite Iva. Ossia, coloro che hanno ricevuto la beffa peggiore in tempo di pandemia.

Più che di Bonus 480 euro forse sarebbe il caso di parlare di rimborso spese. Comunque un aiuto da non farsi sfuggire, anche considerando che non sarà necessario l’Isee per riuscire a usufruirne. Non è un mistero che i bonus, e in generale il programma delle agevolazioni, abbia ricevuto più critiche che approvazioni. Va anche detto, però, che la frenata imposta dal Covid è stata improvvisa e fuori parametro. A due anni e mezzo dall’esplosione della pandemia, però, la situazione non è migliorata di molto. E una corretta politica sui bonus è quanto di più necessario. Per questo, con l’ultima Legge di Bilancio, sono state più le conferme che gli accantonamenti.

Bonus 480 euro: chi ne ha diritto e come fare domanda

Per quanto riguarda il cosiddetto Bonus 480 euro, come detto, figura come un rimborso spese. Relativo a quelle sostenute in determinate condizioni. Una di queste si confà a uno degli obblighi più recenti (introdotto non più tardi del 30 giugno 2022), ossia quello dell’accettazione dei pagamenti tracciabili, qualunque sia l’importo, da parte degli esercenti. In sostanza, l’obbligo di dotarsi di un POS per riuscire a tracciare i pagamenti ed evitare il ricorso ai contanti. Oltre che agevolare il lavoro di verifica da parte del Fisco. Non tutti i commercianti ma comunque una parte di essi, hanno dovuto provvedere ad acquistarne uno. Del resto, affinché ogni esercente rispondesse presente all’appello dell’obbligo, erano già stati previsti degli incentivi statali, destinati a chi avesse acquistato un dispositivo di ultima generazione.

Gli aiuti variano in base alla tecnologia del dispositivo. I 480 euro sono quindi l’importo massimo ottenibile qualora il POS acquistato sia di quelli più recenti e performanti. E quindi più costosi. Le agevolazioni saranno valide sia per l’acquisto diretto che per il noleggio del dispositivo di transazioni elettroniche che per i registratori di cassa connessi direttamente all’Agenzia delle Entrate. Vale la pena ricordare che l’obbligo introdotto non è una novità. Anzi, la dotazione obbligatoria del POS era stata disposta già nel 2012. Quella introdotta a partire dal 30 giugno è “solo” la questione sanzioni. Multa da 30 euro, con maggiorazione in base al valore dell’acquisto, per chi rifiuta le transazioni.

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