Bancomat, ora i pagamenti cambiano sul serio: regole obbligatorie

Si dà compimento a un obbligo introdotto già nel 2012. Dal 30 giugno scattano le multe per i commercianti che non accettano pagamenti elettronici.

 

Data fondamentale il 30 giugno per quel che riguarda i pagamenti. A partire da oggi, infatti, il POS diventa obbligatorio per tutti gli esercenti. E chi non risulterà in regola potrebbe passare seri guai.

Pagamento bancomat
Foto © AdobeStock

Una novità annunciata da tempo e per la verità attesa da anni. In realtà, del POS (ossia il dispositivo per l’accettazione dei pagamenti elettronici) avrebbero dovuto essere dotati tutti i commercianti già da tempo. Tuttavia, finora avevano tenuto la facoltà di decidere se applicare o meno la regola delle transazioni tracciabili. D’ora in poi, invece, non potranno esimersi dall’accettarle qualora il cliente le richiedesse, anche se l’importo dovesse essere irrisorio. Un percorso lungo almeno una decina d’anni, tuttavia portato a dama con l’introduzione di un obbligo strutturato, con tanto di sanzioni doppie per gli inosservanti. Un passo che è parte del processo di modernizzazione e digitalizzazione del Paese, già avviato da qualche anno ma di sicuro accelerato dalla riorganizzazione resa necessaria dalla pandemia.

Dal bancomat alle carte di credito, passando per ogni strumento di pagamento elettronico: tutto potrà essere utilizzato come forma di saldo per qualsiasi transazione e non solo in ambito commerciale. L’obbligo di accettazione è in realtà roba vecchia di dieci anni, visto che risale nientemeno che al Decreto Legge 179/2012, con decorrenza dall’1 gennaio 2014. Nel Dl si precisava che “i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito”. In effetti, non è stato l’obbligo a essere introdotto quanto le sanzioni per chi non lo applica.

POS obbligatorio, cambiano i pagamenti: cosa rischiano gli inosservanti

Meglio entrare nell’ottica che adeguarsi alle nuove regole sarà necessario. Da un lato perché la digitalizzazione dei pagamenti potrebbe velocizzare le pratiche, dall’altro per la necessità di adeguare il nostro Paese al passo degli altri partner europei. Per dire, i pagamenti potranno essere effettuati anche con Google Pay o altre applicazioni simili. E per chi dovesse rifiutarsi di accettarli, a fronte di qualsiasi transazione a prescindere dall’importo, scatterebbero non una ma ben due multe. In primis una sanzione da 30 euro, alla quale aggiungere il 4% dell’importo della transazione rifiutata. Ad esempio, qualora il pagamento fosse di 10 euro, l’esercente inosservante andrebbe a pagare una multa da 30 euro più altri 0,40, per un totale di 30,40 euro di sanzione. Importo che salirebbe a 70 euro in caso il pagamento fosse, per esempio, di 1.000 euro.

L’impostazione base resta quella del Decreto Legge 179/2012, nel senso che l’obbligo riguarda tutti coloro in grado di offrire commercio al dettaglio. Tuttavia, le disposizioni riguardano anche chi offre prestazioni di servizi, inclusi quelli professionali. In sostanza, anche un professionista, qualora fosse richiesto dal suo cliente, sarà tenuto ad accettare transazioni con bancomat, carte di credito e qualsiasi altro strumento di pagamento tracciabile. In pratica, la spesa al supermercato sarà equivalente alla prestazione dell’idraulico o al recarsi dal barbiere per fare i capelli. Per i commercianti, quindi, non ci saranno più avvisi.

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