30 giugno, rivoluzione Pos: chi contattare se non vi fanno usare bancomat o carta

POS obbligatorio, dal 30 giugno cambiano le regole e i commercianti non potranno rifiutare la transazione elettronica. Cosa fare in caso contrario?

Con l’introduzione del POS obbligatorio per gli esercenti ci si chiede cosa fare nel momento in cui si vede rifiutato un pagamento elettronico.

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Seppur la Legge preveda da anni la presenza obbligatoria del POS tra i commercianti, solamente dal 30 giugno scatteranno sanzioni nel caso di assenza del terminale. Una svolta volta a sostenere la lotta contro l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro che coinvolge esercenti e professionisti ma anche i contribuenti. Quest’ultimi si domandano come dovranno agire qualora il commerciante rifiuti una transazione elettronica perché la somma da corrispondere è troppo bassa o perché l’apparecchio è fuori uso, spento o non in linea. Prima di conoscere le possibilità per il cittadino, occorre sapere chi sono i diretti interessati dall’obbligatorietà del POS.

POS obbligatorio, chi dovrà esserne munito

La normativa stabilisce che dovranno munirsi di POS tutti i soggetti che effettuano attività di vendita e prestazione di servizi anche professionali. Parliamo, dunque, di tabaccai, artigiani, commercianti, attività di ristorazione, attività ricettive come hotel, b&b, affittacamere, agriturismi, professionisti autonomi e che hanno rapporti con i clienti (psicologi, avvocati, commercialisti, medici…).

L’obbligatorietà, come accennato, è presente in Italia dal lontano 2012 ma senza alcuna sanzione applicabile per i contravventori. Nel 2016 la normativa è stata ampliata introducendo la direttiva che l’obbligo sarebbe caduto in caso di “oggettiva impossibilità tecnica” senza specificare, però, che cosa si intendesse con questa definizione. Le sanzioni sono state introdotte, poi, tra il 2019 e 2020. Si tratta di una multa di 30 euro più il 4% dell’importo rifiutato. Dopo le proteste dei commercianti la direttiva è sparita. Con il Governo Draghi, invece, la questione diventa una priorità e se inizialmente la data di inizio delle sanzioni sarebbe dovuta essere il 1° gennaio 2023, ora è stata fissata al 30 giugno 2022.

Cosa fare in caso di rifiuto del pagamento elettronico

Tra pochi giorni i commercianti e i professionisti non potranno più rifiutare un pagamento elettronico anche se solo di pochi euro. Il cittadino che si trova davanti ad un rifiuto potrà contattare la Polizia Locale o la Guardia di Finanza. Le Autorità procederanno con i controlli per verificare il motivo dietro al diniego e, soprattutto, per stabilire che non si tratti di motivazione legate alla volontà di non rendere tracciabili gli incassi. L’obbligo del POS è, infatti, legato alla lotta contro l’evasione fiscale. La tracciabilità del denaro e di tutti i pagamenti permetterà al Fisco di monitorare tutte le transazioni disincentivando i commercianti e i professionisti a commettere un reato.

Nel caso in cui un esercente comunichi che il POS non funziona dopo che il contribuente ha usufruito del servizio, quest’ultimo potrà rifiutarsi di pagare rimandando il saldo ad un momento successivo, quando l’apparecchio risulterà funzionante. In alternativa potrà andare a ritirare i contanti e tornare a pagare oppure procedere con un bonifico.

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