Whatsapp, i rischi letali che nemmeno conosciamo: ecco cosa non fare

Al giorno d’oggi approfittare dello strumento tecnologico è qualcosa che di certo è impossibile evitare.

Al di la di quelle che potrebbero essere o meno le nostro considerazioni merito in alcuni casi ci troviamo assolutamente costretti ad utilizzare determinati strumenti per non rischiare di essere letteralmente tagliati fuori anche in qualche modo dalla vita sociale. Per questo accettiamo spesso malgrado di uniformarci a tutti gli altri con risultati non sempre convincenti e soprattutto non sempre liberi da precisi rischi.

WhatsApp sospeso iPhone
Foto © AdobeStock

Uno degli strumenti maggiormente utilizzati negli ultimi anni, praticamente in ogni parte del mondo è l’app di messaggistica istantanea Whatsapp. Attraverso questa semplice applicazione è possibile scambiare oltre che messaggi di testo e vocali anche documenti, informazioni varie, contenuti video ed effettuare chiamate e videochiamate. Praticamente la quint’essenza della comunicazione tra individui. Il tutto relegato al nostro smartphone oppure al massimo al pc in alcune sue possibili evoluzioni.

Nonostante tutto però, abituati come siamo ad utilizzare con disinvoltura o meno la specifica applicazione dimentichiamo, o forse escludiamo del tutto determinati rischi. Per l’appunto esistono una serie di situazioni che potrebbero portare a problematiche non di poco conto se gestite in qualche modo con una certa superficialità. Andiamo a capire, quindi di cosa si parla nello specifico ed a quali dinamiche, in questo caso, si fa riferimento.

Whatsapp, i rischi letali che nemmeno conosciamo: le tre cose da non fare assolutamente

La maggior parte dei cittadini che utilizzano Whatsapp fa parte di gruppi più o meno privati utilizzati per condividere informazioni, confrontarsi, oppure messi in piedi per l’organizzazione di particolari eventi. In questo caso specifico esiste un dettaglio che la maggior parte di noi ignora del tutto. Nell’invitare una persona a far parte di un gruppo di dovrebbe come prima cosa chiedere il consenso nei confronti dell’azione che si sta per compiere. Il numero di telefono di quella stessa persona rischierebbe di essere reso di fatto pubblico e quindi si esporrebbero informazioni, immagini e quant’altro senza apposito consenso.

Stesso discorso per foto e video, non si dovrebbero di fatti condividere con altre persone senza il consenso dei soggetti protagonisti di quei particolari contenuti. Anche in quel caso si andrebbe di fatto a violare la privacy di quella stessa persona. In ultimo, la condivisione di screenshot con parti di conversazioni con altre persone. Stesso concetto, si sta condividendo un contenuto non autorizzato dalla persona protagonista della stessa conversazione. Anche in questo caso dunque sti sta palesemente violando la privacy di quella persona.

Piccoli accorgimenti che potrebbero migliorare il modo in cui utilizziamo l’app specifica. Ci ritroviamo, dunque, a questo punto consapevoli del fatto che per utilizzare un app apparente semplice e priva di particolari complicazioni bisognerebbe in effetti andare ad indagare su quelle che sono le possibili dinamiche che potrebbero trovarci in errore. Il rispetto della altrui privacy, oggi è tra gli aspetti fondamentali del vivere civile, della condivisione e quant’altro. Il web ed i suoi strumenti troppo spesso tendono a far perdere questo particolare dettaglio. Aspetto di certo non da poco. Oggi insomma possiamo dire di avere imparato una lezione molto utile, per noi ma non solo, soprattutto per i nostri contatti.

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