Bonus 550 euro in arrivo per questi lavoratori: chi ne ha diritto e come funziona

Buone notizie in arrivo per questa categoria di lavoratori che ha diritto ad un bonus da 550 euro. Ecco come funziona.

Molti lavoratori potranno a breve beneficiare di un bonus da 550 euro una tantum. A confermarlo il ministro del Lavoro, Andrea Orlando. Ma chi ne ha diritto e come funziona? Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

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L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro“, recita l’articolo 1 della Costituzione del nostro Paese. Proprio grazie all’attività lavorativa, d’altronde, abbiamo la possibilità di ottenere il denaro di cui puntualmente necessitiamo per poter pagare i vari beni e servizi di nostro interesse.

Data la sua importanza, quindi, non crea stupore il fatto che il governo decida di attuare misure di vario tipo proprio con lo scopo di sostenere tale settore. A tal proposito interesserà sapere che giungono buone notizie per questa categoria di lavoratori che ha diritto ad un bonus da 550 euro. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

Bonus 550 euro in arrivo per questi lavoratori: tutto quello che c’è da sapere

Oltre al tanto atteso bonus da 200 euro una tantum, molti lavoratori potranno a breve beneficiare di un bonus, sempre una tantum,  da oltre 500 euro. Si tratta, è bene sapere, di una misura di cui ormai s parla da un po’ di tempo, anche se ancora non sono disponibili informazioni alla relativa entrata in vigore.

Tale misura, comunque, troverà applicazione. A confermarlo è stato il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, intervenuto alla Camera dei deputati per il question time del 22 giugno. Proprio il ministro, è bene sapere, è già al lavoro con i sindacati e con l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale al fine di definirne le modalità e tempistiche di attuazione.

Bonus 550 euro in arrivo per questi lavoratori: occhio al contratto

Ma chi avrà diritto a tale bonus da 550 euro? Ebbene, quest’ultimo è destinato a coloro che hanno un contratto part – time di tipo ciclico verticale. Ovvero un contratto di lavoro a tempo parziale, che vede il dipendente lavorare solamente in certi periodi dell’anno mentre in altri no.

Ma non solo, il contratto di lavoro part-time per il quale si richiede il contributo deve far riferimento al 2021, con i soggetti interessati che devono aver accumulato periodi non interamente lavorati che vanno da un minimo di 7 a un massimo di 20 settimane.

I lavoratori interessati, inoltre,  non devono avere altri rapporti di lavoro e non devono percepire assegni di trattamento pensionistico o Naspi. Al momento comunque, non sono ancora disponibili informazioni certe in merito a tale misura. Non resta quindi che attendere e vedere quali saranno le prossime mosse del governo in tal senso.