Terza guerra mondiale, la minaccia: dove cadrebbe la prima bomba

Se mai esistesse il rischio di una guerra mondiale, le ultime dichiarazioni dei funzionari russi vanno in quella direzione. Con tanto di identificazione del primo obiettivo.

 

Gli appassionati di Orwell non avranno fatto fatica a inquadrare alcuni degli avvenimenti dei nostri tempi in un quadro dannatamente vicino alla distopia. Se non per i fatti, almeno per i toni. Ma forse tutt’e due.

Terza guerra mondiale
Foto © AdobeStock

Il problema (serio) è che, nonostante tutto, i riferimenti alla pace non riguardano altro che la necessità di una stabilità internazionale in grado di garantire la coesistenza economica. Non come un valore assoluto per la prosperità globale. Le ultime dichiarazioni arrivate dalla Russia, fra armamento della Bielorussia e dotazione del proprio esercito di testate a lunghissimo raggio in grado di trasportare armi nucleari, rendono evidente una volta di più l’andazzo dell’equilibrio mondiale. Dichiarazioni che, peraltro, arrivano in un momento in cui il dialogo e la diplomazia sono al minimo storico, con le potenze occidentali che valutano il rafforzamento delle sanzioni (tetto sul petrolio) e altri colpi duri all’economia di Mosca (stop all’import d’oro dalla Russia). Senza contare che la caduta di Severodonetsk in mano russa e la pioggia di missili su Kiev hanno portato il conflitto quasi a un punto di non ritorno.

E allora, in attesa che risulti maggiormente chiara la direzione intrapresa e se, effettivamente, l’ipotesi di una Terza guerra mondiale non diventi qualcosa di più, il Cremlino alza ulteriormente il tiro, indicando quale sarebbe la prima città da colpire in caso di riarmo tale da far scoppiare un conflitto di proporzioni globali. Il mirino, a quanto pare, andrebbe a posizionarsi sulla capitale del Regno Unito, Londra. Almeno, questo quanto dichiarato da Andrey Gurulyov, parlamentare e componente del Comitato di Difesa del Cremlino. Praticamente una voce ufficiale. Secondo il funzionario, Londra sarebbe l’obiettivo dichiarato qualora la Russia dovesse procedere a un’invasione dei Paesi Nato. Ossia, secondo Gurulyov, l’unica risposta per oltrepassare il blocco delle sanzioni.

Terza guerra mondiale, incubo o possibilità? Cosa aspettarci nel prossimo futuro

Nell’ultimo periodo, sembra proprio che i canali diplomatici non siano più così prioritari. Perlomeno in virtù delle colorite minacce, sempre più deliranti, lanciate dalla Russia e i Paesi occidentali. Come se una guerra, specialmente con armi atomiche, fosse il preludio alla risoluzione dei contrasti e non l’azzeramento definitivo di un futuro sempre più in bilico. Il funzionario russo ha alzato decisamente l’asticella, parlando della distruzione dei satelliti spaziali e del fiaccamento dei sistemi antiaerei dei nemici. Londra sarebbe il primo obiettivo per ragioni che, al momento, sono solo supponibili. Forse l’insistenza del premier Johnson per l’addestramento delle forze di Kiev e la volontà di ridurre l’influenza di Putin sul popolo russo. Certo è che l’attacco russo a una forza Nato chiuderebbe la questione della battaglia economica per lasciare il posto alla crisi totale (e probabilmente definitiva).

Solo il fatto che se ne parli, nonostante i libri di storia siano ancora freschi rispetto al tempo trascorso dall’ultimo conflitto mondiale, dà il peso del valore attribuito alla pace come strumento di collaborazione fra popoli per l’interesse comune. L’impressione è che alla stabilità politica, economica e cooperativa venga attribuito il mero ruolo di equilibratore, almeno finché l’interesse campanilistico non diventi più rilevante della collaborazione. Un altro problema, forse un po’ figlio dei nostri tempi, è quello di non soppesare al meglio le parole. E dimenticarsi di considerare gli effetti che una minaccia potrebbe avere sulla cittadinanza mondiale, prima ancora che sulle forze politiche. Perché in fondo, senza il consenso delle masse, difficilmente si avrebbe il potere. E di tutto si vuole sentir parlare, fuorché di Terza guerra mondiale.

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