Lo stabilimento può impedire l’accesso in spiaggia? Cosa dice la legge

Per raggiungere la battigia è necessario pagare il lido? E il cibo da casa può essere portato? Chiarimenti necessari sull’accesso in spiaggia.

 

Di chi è la spiaggia? Domanda difficile. Tecnicamente, esistono le spiagge libere e quelle occupate dagli stabilimenti balneari. Nel primo caso, naturalmente, non si richiederà nulla per l’accesso. Né soldi né altro.

Stabilimento balneare entrata
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Per quanto riguarda gli stabilimenti balneari, occorre fare dei distinguo. Alcuni tratti di spiaggia sono del tutto privati, ossia con l’ingresso gestito dai concessionari del lido e adibito a tutta una serie di servizi, inclusi lettini, ombrelloni e bar/ristorante. Da capire, però, fin dove possa spingersi la “giurisdizione” del lido e di chi lo gestisce. Soprattutto a seguito di una polemica scoppiata a Bacoli, nel Napoletano, dove alcuni bagnanti, settimana scorsa, sono stati “perquisiti”. O meglio, lo sarebbero state le loro borse frigo prima di accedere ai lidi. Un atteggiamento che non è passato inosservato, anche per via dell’indignazione dei bagnanti, alcuni dei quali hanno manifestato il loro disappunto via social facendo esplodere il dibattito.

Il punto è capire se, pur non avendo affittato né lettino né ombrellone, i bagnanti abbiano comunque diritto ad accedere alla spiaggia attraversando la passerella di uno stabilimento. Quindi di un tratto di battigia di fatto soggetto a privatizzazione. E, soprattutto, capire se la possibilità di portare cibo e bevande da casa sia possibile. Teoricamente non dovrebbero esserci problemi, in quanto, al netto di regole specifiche sulla pulizia da mantenere in spiaggia, i bagnanti possono tranquillamente portare con sé cibo proprio, senza l’obbligo di usufruire del servizio di ristoro del lido. Il punto, però, è che le libertà dei bagnanti sono anche più estese.

Stabilimento, possibile portare cibo da casa? Ecco come deve comportarsi il lido

Secondo quanto affermato dal gestore di un lido di Termoli, Edenia Rosati, intervistata da GreenMe.it, i titolari di uno stabilimento non possono allontanare i bagnanti né imporre un pagamento. E questo secondo quanto stabilito dall’articolo 822 del Codice civile, nel quale si specifica come la spiaggia sia un bene pubblico appartenente al demanio statale. Quella dei lidi è infatti una concessione, non una proprietà. In sostanza, a fronte dell’ingresso, non è obbligatorio richiedere ombrellone e lettini, a patto di avere l’accortezza di non piazzare i propri entro il tratto di spiaggia nel quale sono posizionati quelli dello stabilimento. In pratica, se l’obiettivo è unicamente raggiungere la spiaggia, il passaggio tramite il lido è sempre consentito. Stesso discorso per le borse frigo, che non possono essere requisite né tantomeno perquisite.

In sostanza, il titolare del lido non potrà decidere cosa il cliente può portare da casa o no, cibo incluso. Porre un divieto di consumarlo comporterebbe un’ulteriore violazione del Codice civile, oltre che di quello di consumo. È chiaro che ogni cliente avrà il dovere di non lasciare rifiuti in spiaggia e di buttarli negli appositi bidoni della spazzatura. In caso contrario, il titolare potrebbe intervenire in quanto una regola sarebbe stata violata. Naturalmente, l’accortezza di non lasciare rifiuti in spiaggia dovrebbe essere una regola standard per ognuno di noi. A beneficiarne sarebbero tutti, in primis noi stessi. E se non si ha rispetto dell’ambiente, si potrebbe vederla in questo modo: aggiungerci una multa (con i prezzi già di per sé rincarati) sarebbe una mossa decisamente poco saggia per il nostro portafogli.