Semaforo verde, non sempre vuol dire “via”: c’è chi rischia il carcere

Anche con il semaforo verde è necessario esercitare la più totale prudenza. Lo dimostra una recente sentenza della Corte di Cassazione.

 

Non rispettare le luci del semaforo significa multa. O comunque correre un grosso rischio, forse uno dei peggiori in assoluto alla guida della propria automobile.

Semaforo verde multa
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Del resto, non è un mistero che la simbologia semaforica venga appresa fin da giovanissimi. Anche i bambini più piccoli apprendono come il rosso voglia dire “stop” e il verde l’ok a partire. Tuttavia, vuoi per arroganza o per chissà quale sentimento umano, inconcepibile in queste situazioni, c’è ancora chi si fa cogliere in flagrante nel tentativo di non rispettare il semaforo rosso. E non attendere quei pochissimi minuti che garantiscono la regolarità del traffico agli incroci. Anche nel caso in cui ci si trovi nel mezzo di un’emergenza andrebbe applicata un’adeguata segnaletica. Ad esempio ambulanze e Forze dell’ordine accendono i loro lampeggianti e le loro sirene. Ma questo è un altro discorso. Come si prende una multa col semaforo rosso è chiaro a tutti. O quantomeno ci si augura lo sia.

Il punto è capire perché, in alcune circostanze, ci si ritrovi con un verbale in cui si contesta una multa anche con semaforo verde. O, ancora peggio, si arrivi a scoprire di aver commesso un’infrazione tale da rischiare persino la reclusione. Niente di abnorme ma qualcosa previsto dal Codice della Strada, come tutte le contestazioni e le infrazioni attribuibili agli automobilisti e a tutti i fruitori della pubblica strada. Alcune norme, più di altre, risultano di difficile lettura. O perlomeno non immediatamente evidenti. Il punto è che, anche qualora ritenessimo di aver rispetto a dovere tutte le normative, ci si potrebbe ritrovare con una contestazione. Ed essere considerati responsabili di un’infrazione.

Infrazione con semaforo verde: ecco a chi può succedere

Anche se apparentemente non si commettono infrazioni, il Codice della Strada potrebbe riservare sorprese. Basti penare a un recente pronunciamento della Corte di Cassazione che, nel provvedimento 12636 del 2022, ha trattato il caso di un automobilista in attraversamento di un incrocio con semaforo verde. Il tutto mentre sulle strisce pedonali una donna aveva impegnato la strada, anche se il semaforo per l’attraversamento dei pedoni segnava luce rossa. A una prima occhiata, il caso sembrerebbe piuttosto semplice. Ossia, considerando il rosso per i pedoni, l’aver attraversato distrattamente e imprudentemente la strada sembrerebbe far pendere la bilancia della ragione dalla parte del guidatore. C’è però una variabile da tenere in considerazione, ossia la regola di prudenza.

In pratica, l’automobilista è stato considerato responsabile tanto quanto la donna e costretto al risarcimento dei danni. I giudici hanno infatti attribuito la responsabilità al 50% e solo l’esito del caso ha consentito al guidatore di essere tenuto solo al pagamento. Un esito più grave, probabilmente, avrebbe potuto portare a conseguenze anche più serie, nonostante la macchina sia transitata con semaforo verde. Basti pensare che una condanna per lesioni colpose potrebbe comportare anche la reclusione, come previsto dall’art. 590 del Codice penale. Occhio quindi, perché la prudenza è essenziale anche quando si è apparentemente nel giusto. La Legge parla chiaro.