Gas, la Russia continua chiudere i rubinetti: scatta l’allarme anche in Italia

L’Italia valuta l’allarme gas in seguito alle ultime decisioni prese dalla Russia in merito alle relative forniture all’Europa. Ecco cosa sta succedendo.

Il Ministero della Transizione Ecologica continua a monitorare la situazione inerente la fornitura di gas dalla Russia. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

Gas Russia Europa
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A partire dal Covid, passando per le ripercussioni del conflitto tra Russia e Ucraina, fino ad arrivare all’aumento generale dei prezzi con rincari del 43%, sono davvero tanti, purtroppo, gli eventi che continuano ad avere un peso sulle nostre vite, sia dal punto di vista sociale che economico. Riuscire a sostenere le varie spese risulta per molti sempre più difficile.

Se tutto questo non bastasse, a destare ultimamente preoccupazione sono le ultime notizie in merito alla fornitura di gas. A tal proposito è bene sapere che il Ministero della Transizione Ecologica continua a monitorare la situazione inerente proprio la fornitura di gas dalla Russia. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

Gas, la Russia continua chiudere i rubinetti: cosa sta succedendo

Se la Russia continuerà a chiudere i rubinetti per quanto riguarda la fornitura del gas, il Ministero della Transizione ecologica potrebbe decidere di alzare il livello di crisi del sistema del gas nazionale dallo stato di pre – allarme a quello di allarme.

Come sottolineato dal ministro Roberto Cingolani, così come riportato dall’Ansa, infatti: “C’è un gruppo di monitoraggio con gli operatori, ci sentiamo quattro o cinque volte al giorno. Abbiamo tutte le contromisure pronte. Ma la prima cosa da capire è se questa diminuzione si stabilizza o se è solo un episodio. Vediamo cosa succede nei prossimi tre giorni, e poi la settimana prossima decideremo“.

Una situazione che non passa di certo inosservata e la cui valutazione verrà effettuata a metà della prossima settimana dopo un attento monitoraggio di quanto accadrà proprio in questi giorni. Di recente, ricordiamo, così come si evince dal sito ufficiale di Eni:

“A fronte di una richiesta giornaliera di gas da parte di Eni pari a circa 63 mln di metri cubi, Gazprom ha comunicato che fornirà solo il 50% di quanto richiesto (con quantità effettive consegnate pressoché invariate rispetto a ieri)”.

Ma cosa accadrebbe nel caso in cui lo Stato Italiano dovesse far scattare l’allarme gas nel nostro Paese? Ebbene, è importante sottolineare che porterebbe a prestare una maggior attenzione alla situazione senza però dover fare i conti con misure eccezionale, come ad esempio tagli delle forniture.

Questo tipo di misure, infatti, potrebbero scattare solamente nel caso in cui il Paese dovesse dichiarare lo stato di emergenza. Uno scenario che al momento non sembra essere all’orizzonte.