Caro benzina, controlli Gdf: che cosa ci fanno al distributore

Caro-benzina controlli Gdf: le Fiamme Gialle hanno scoperto che, in un caso su due, i prezzi del carburante sono gonfiati con manovre speculative.

Le Fiamme Gialle hanno effettuato diversi controlli che hanno fatto emergere frodi e manovre anticoncorrenziali messe in atto per gonfiare il prezzo della benzina alla pompa.

Caro-benzina controlli Gdf: 1 distributore su 2 specula sui prezzi

Si tratta di un’incredibile scoperta che ha portato alla luce alcune violazioni, che riguardano sia le comunicazioni obbligatorie al Ministero dello sviluppo economico del costo alla pompa di benzina sia il rispetto degli obblighi di comunicazione e di esposizione dei prezzi.

L’aumento dei costi del carburante sta aggravando notevolmente sulle spalle degli italiani. Dall’inizio del 2022 la Guardia di Finanza ha effettuato oltre 1300 interventi sul prezzo praticato dai distributori di carburante agli automobilisti. In seguito a tutti questi controlli, sono state rilevate 690 violazioni, circa la metà.

Cioè vuol dire che un distributore su due effettua un illecito che può riguardare diversi aspetti:

  • La comunicazione obbligatoria al Ministero dello sviluppo economico del costo alla pompa di benzina
  • Gli obblighi di comunicazione e di esposizione dei prezzi

In molti casi, i controlli della Gdf hanno fatto emergere frodi, manovre anticoncorrenziali e addirittura pratiche commerciali scorrette.

Caro-benzina controlli Gdf: l’incredibile scoperta

Il problema dei rincari dei costi del carburante è piuttosto serio in Italia. Per questo motivo, a marzo, il Governo è intervenuto a calmierare i prezzi, riducendo le accise del 30%. Purtroppo nelle ultime settimane il costo alla pompa di benzina ha nuovamente raggiunto i €2 al litro.

Dall’inizio dell’anno, la Guardia di Finanza si sta occupando di verificare controlli serrati per evitare che qualche distributore speculi sulla situazione di emergenza.

Il lavoro svolto dalle Fiamme Gialle è coordinato dall’autorità giudiziaria, dall’Antitrust, dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, è da “Mr prezzi”.

Lo scopo è quello di rilevare manovre speculative volti a danneggiare i consumatori. I controlli però hanno lo scopo di individuare anche le frodi fiscali messe in atto nel settore dei prodotti energetici, con particolare riferimento a quelli che creano un dumping rispetto a coloro che operano in maniera onesta.

Le inquietanti scoperte dalle Fiamme Gialle

In un periodo di forte crisi energetica e difficoltà economica, può sembrare strano che qualcuno decida di speculare sui prezzi e mettere in atto frodi a danno dei consumatori. Eppure questo è quello che è stato scoperto dalla Guardia di Finanza, che dà inizio 2022 sta effettuando controlli serrati sui distributori di carburante.

I dati emersi dai controlli fatti dalle Fiamme Gialle hanno portato alla luce la presenza di 177mila tonnellate di prodotti energetici oggetto di frode. Per quanto, invece, riguarda i controlli fiscali sono state effettuate circa 850 verifiche che hanno individuato almeno un’imposta evasa.

Il totale dell’evasione ammonta a 230 milioni. I provvedimenti assunti in seguito a queste scoperte hanno provocato il sequestro di oltre 630 tonnellate di carburante.

Per dare un freno alle violazioni è avvenuto l’avvio di un’attività di screening che intende controllare tutta la filiera. Per questo motivo nell’arco di 18 mesi sono stati sottoposti a controlli 1500 società che, secondo la Gdf, erano sospette.

Il metodo di lavoro utilizzato dal Comando Generale della Guardia di Finanza è collaudato nel tempo. Tutto parte da una selezione degli obiettivi, che sono poi approfonditi attraverso verifiche utilizzando strumenti investigativi sempre più efficaci.

Il sistema adoperato effettua un’analisi di rischio, che avviene grazie all’attività dei nuclei speciali e all’incrocio di informazioni che provengono da diverse banche dati.