Gratta e Vinci, probabilità o illusione? Ecco chi vince davvero

Giocare al Gratta e Vinci è davvero conveniente? A fronte di pochi (pochissimi) casi di super-vittorie, esiste un infinito sottobosco di sconfitti.

 

Il più delle volte, la consapevolezza di una scarsa probabilità di vittoria è messa in secondo piano dalla speranza di rientrare nella minima percentuale dei fortunati. È questo che anima le lotterie, piuttosto che i tentativi di ricchezza tramite Gratta e Vinci.

Gratta e Vinci vincite
Foto © AdobeStock

Il punto però è proprio questo: quante possibilità di vittoria ci sono, effettivamente? Difficile rispondere. I fattori in campo, oltre alla fortuna, sono diversi e tutti ugualmente importanti per determinare non tanto chi vince ma l’elevato numero di coloro che perdono. Molto dipende anche dal gioco tentato. Scegliere un Gratta e Vinci, piuttosto che un altro, incide in modo determinate sulle probabilità di successo. In gioco c’è la tiratura, i fondi stanziati per soddisfare i vincitori, il numero di biglietti venduti e una serie di cervellotici calcoli statistici determinati proprio dalle varie tessere del puzzle. Inutile girarci attorno, le possibilità di effettuare una giocata vincente sono rade, tanto nella Lotteria quanto nei giochi a premi.

Eppure, anche su questo fronte gli italiani si dimostrano decisamente coraggiosi. Gigi Proietti, nel celebre film Febbre da cavallo, ci scherzò ma fino a un certo punto. La sua spiegazione del giocatore dei cavalli “in senso lato” fu abbastanza indicativa per capire fino a che punto ci si possa spingere se il brivido di tentare la sorte di tanto in tanto diventa un leitmotiv irrinunciabile della nostra quotidianità. Qui non ci sarà di mezzo il Totip ma qualcosa di altrettanto “quotidiano” per molti italiani dei tempi moderni. Il Gratta e Vinci, infatti, è decisamente più accessibile di una giocata ai cavalli, proprio perché potenzialmente quotidiana. E gli italiani, in questo senso, possiedono una forte propensione nel tentare la sorte. Forse persino troppa.

Gratta e Vinci, le probabilità di vittoria: come stanno davvero le cose

C’è da dire che, se esiste qualcosa di estremamente accessibile, questo è il mondo delle scommesse. Se inizialmente il recarsi in ricevitoria era praticamente obbligatorio, oggi è possibile fare le proprie puntate comodamente da casa, su una varietà di siti pressoché infinita. Basti pensare che, nel 2020, nonostante l’interruzione della pandemia l’industria dell’azzardo ha fatturato qualcosa come 500 miliardi di dollari in tutto il mondo. Il trend italiano è abbastanza indicativo: 19,4 miliardi di euro di spesa nel 2019, ben 15 miliardi oggi, pur con le chiusure forzate portate dal Covid e con volume di raccolta praticamente immutato, con 110 miliardi di euro. Una parte di incidenza la detiene l’abitudine degli italiani a giocare immediatamente quanto vincono. Ad esempio, una vittoria di 10 euro al Gratta e Vinci non viene quasi mai intascata ma reinvestita in un altro gioco.

Finita l’era delle pubblicità (vietate a norma di legge per questo settore), gli italiani restano comunque in prima fila per quel che riguarda la sfida alla fortuna. E se qualche volta risuonano nelle cronache delle vittorie altisonanti, il sottobosco resta fitto di sconfitti. Le lotterie istantanee Gratta e Vinci, peraltro, sono state le meno toccate dalle restrizioni. E, per questo, lo scorso anno hanno fatto registrare una raccolta pari a 12,9 miliardi, addirittura un +59,2% rispetto al 2020. Senza contare che di giochi ve ne sono davvero per tutte le tasche, altro dettaglio che favorisce alla grande gli arditi.

Eppure i numeri sono tutt’altro che favorevoli: secondo l’Agenzia dei Monopoli, appena un tagliando su 3,36 può risultare vincente e il valore complessivo medio di restituzione può raggiungere un 75% dell’incasso. E le stesse vincite complessive, in base ai biglietti vincenti distribuiti, ammonteranno al 75% dell’incasso totale. Altro che fortuna…

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