Se hai ottenuto il bonus mobilità, avrai un’agevolazione maggiore: ecco perché

Bonus mobilità e beneficiari, il Fisco favorisce ulteriormente coloro che godono dell’agevolazione. Ti spieghiamo perché.

Il bonus mobilità non è stato un grandissimo successo, tanto che l’Agenzia delle Entrate ha deciso di rendere più consistente l’agevolazione, grazie ai soldi avanzati nel fondo ad hoc.

Assegno Unico e Reddito di Cittadinanza

Se sei appassionato di due ruote e intendi spostarti sul territorio del tuo Comune o della tua città in modo rispettoso dell’ambiente e magari facendo anche un po’ di attività fisica per rimetterti in forma, devi sapere che lo Stato ti agevola non poco. In che modo? Ebbene devi sapere che le ultime notizie in tema di incentivi e contributi a favore della cittadinanza ci dicono che sono rimaste delle risorse economiche per quanto riguarda il bonus mobilità.

Cosa significa in concreto ciò? Il Fisco porterà al 100% fino a 750 euro il credito d’imposta di chi già conseguito il beneficio in questione. Si tratta insomma di novità di rilievo e su cui vale la pena soffermarci di seguito. Ecco alcuni interessanti dettagli.

Bonus mobilità: 750 euro dallo Stato per l’acquisto di biciclette o monopattini

Lo abbiamo appena accennato: l’agevolazione si rafforza, ma solo per chi ha già ottenuto il bonus. Fino a 750 euro da parte dello Stato, a copertura delle spese mirate all’acquisto di una bicicletta o un monopattino.

Il perché è da collegarsi ad un fatto concreto. In riferimento ai 5 milioni di euro stanziati nel 2020 per assicurare il funzionamento del meccanismo del bonus mobilità, sono avanzati dei soldi. Per questo motivo l’Agenzia delle Entrate ha scelto di portare il credito d’imposta al 100%, senza dunque considerare di estendere il perimetro dei beneficiari.

In concreto la situazione è la seguente: non è possibile conseguire altri bonus mobilità; tuttavia, chi l’ha già ottenuto potrà sfruttare un credito d’imposta al 100% fino a 750 euro.

Il perché dell’introduzione e il credito di imposta

Ricordiamo che l’agevolazione in oggetto era stata prevista dal decreto Rilancio nel 2020, secondo ben precise finalità. Infatti, le istituzioni hanno inteso mirare all’obiettivo di ridurre il numero dei mezzi inquinanti, favorendo la mobilità sostenibile e rispettosa dell’ambiente. E ciò specialmente nei grandi centri urbani afflitti dal problema dell’inquinamento e dell’alto traffico di mezzi a motore.

Non solo. Il bonus mobilità era stato introdotto anche al fine di spingere alla mobilità alternativa, e diversa dall’uso dei mezzi pubblici quali bus e treni – in un periodo in cui la pandemia e le restrizioni per ragioni di ordine sanitario dominavano la scena.

Il bonus mobilità di fatto si sostanzia in un credito d’imposta a favore di chi aveva comprato dal 1° agosto 2020 al 31 dicembre dell’identico anno uno dei seguenti beni o servizi:

  • monopattini elettrici;
  • biciclette tradizionali o elettriche;
  • abbonamenti al trasporto pubblico;
  • servizi di mobilità elettrica in condivisione o sostenibile.

Bonus mobilità: stanziamenti superiori al successo dell’iniziativa

Tuttavia, per beneficiare del bonus occorreva rottamare nello stesso periodo, contestualmente all’acquisto di un veicolo, anche usato e con emissioni di anidride carbonica incluse tra 0 e 110 g/km, un secondo veicolo di categoria M1 – tra quelli previsti dalla normativa vigente.

Potrà stupire i più ma nonostante il boom dell’utilizzo di bici e monopattini, il bonus mobilità non è stato un vero successo. Tanto che le istituzioni avevano deciso per una nuova finestra di accesso all’agevolazione. Come detto sopra, tuttavia, la sintesi è che non tutti i 5 milioni investiti inizialmente sono stati di fatto utilizzati.

In termini pratici i fruitori del bonus mobilità si trovano innanzi ad un credito d’imposta corrispondente alla spesa compiuta per l’acquisto di bici o monopattino fino ad un massimo di 750 euro. Ciò significa che se la cifra pagata per comprare il mezzo di trasporto è maggiore, il beneficiario potrà comunque ottenere il credito d’imposta entro il tetto citato.

Attenzione anche a questo dettaglio: l’agevolazione non è cumulabile con altre agevolazioni di natura fiscale, aventi ad oggetto le stesse spese. Dal punto di vista fiscale, il beneficiario potrà godere del bonus mobilità al momento della dichiarazione dei redditi.

In breve, l’agevolazione abbasserà quanto dovuto al Fisco, ma soltanto nel periodo d’imposta 2022. Perciò gli interessati dovranno aspettare la dichiarazione dei redditi del prossimo anno per usufruire concretamente del bonus mobilità.