L’incredibile casa a consumi zero: dopo qualche anno è gratis

Una casa semplice ma con un risparmio garantito. Su un investimento trentennale, i consumi minimi ammortizzerebbero quasi del tutto i costi.

 

Finora, nonostante l’argomento sostenibilità sia stato trattato abbondantemente, le vere strategie di risparmio hanno chiamato in causa il buon giudizio dei consumatori.

Casa 10 mila euro
Foto da Pixabay

Cosa accadrebbe, però, se fosse la casa stessa a farci risparmiare? In realtà qualcuno ci ha pensato. E senza rinunciare ai comfort propri di un’abitazione domestica. L’azienda si chiama Dimensions X e, forse per la lettera finale, a molti è venuto in mente di associarla a Elon Musk e alla sua Tesla. Certo, c’è anche la componente dell’efficienza energetica che caratterizza questo tipo di appartamenti. Si tratta di case estremamente semplici, con forme squadrate e dettagli minimali, anche se gli interni sono ben curati e perlopiù in legno e materiali riciclati. In sostanza, il risparmio inizia fin dalla struttura. Il richiamo a Tesla, però, non è del tutto casuale: come la major di Musk, infatti, anche Dimensions X punta all’energia pulita.

E se Tesla ha fatto all-in sulle auto elettriche, la startup australiana (perché di questo si tratta) ha trasferito il concetto di sostenibilità direttamente alla casa. Efficientamento uguale meno inquinamento e, quindi, minor impatto ambientale. Un progetto del designer Peter Stutchbury, con fusione performante di architettura al risparmio (ma non meno di prestigio) e consumi ridotti al minimo. Possibile? A quanto pare sì: oltre a consumare poco, infatti, tutto ciò che viene effettivamente consumato è frutto del ricorso all’energia pulita. Quindi pannelli solari e altri sistemi che rendono la casa totalmente indipendente dalla rete elettrica. Un bel vantaggio, decisamente.

Casa minimal ma performante: l’incredibile progetto a consumo zero

In tempi come questi, in cui il risparmio non è più solo un concetto ma una vera e propria necessità, una soluzione del genere sembrerebbe l’ideale. Anche per i costi: a fronte del risparmio ottenuto sui consumi (calcolato in circa 3 mila euro l’anno sulle bollette), su un investimento di 30 anni l’efficientamento, su una spesa di 100 mila euro, consentirebbe di risparmiarne praticamente 90 mila nel giro di qualche anno. Il termine corretto sarebbe “case passive”: dopo qualche decina d’anni, in poche parole, i costi dell’investimento sarebbero ammortizzati dal risparmio energetico. Una volta ottenuto il mutuo e approntato l’investimento, la ridotta spesa sui consumi andrebbe ad alleviare quella sul prestito.

La startup australiana è la capofila di una serie di progetti incentrati sul risparmio energetico. La casa, infatti, è il luogo in cui vengono convogliate le spese principali. Riuscire a combinare una buona offerta sul consumo di luce e gas con una propensione giudiziosa alla gestione delle risorse è certamente una buona cosa. Avere un’abitazione che già di per sé consuma poco, però, sarebbe un aiuto ancora migliore. Ne beneficerebbe l’ambiente e anche il nostro portafogli, che potrebbe essere utile per approntare altre spese, consentendoci una maggiore libertà di movimento economico. Del resto, il futuro parla la lingua della sostenibilità. E sarebbe bene iniziare a fare i dovuti conti.