L’Assegno Unico non arriva, chi sono gli sfortunati contribuenti intrappolati in una bolla

Cosa pensare se l’Assegno Unico continua a non arrivare? Quali sono le possibile cause del ritardo dei pagamenti? Esaminiamo le possibili criticità.

Scopriamo chi non ha ancora ricevuto l’Assegno Unico Universale, per quali motivi e quando ipoteticamente si potrà finalmente uscire dalla bolla di attesa.

Assegno Unico non arriva
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Dal mese di marzo 2022 i lavoratori con figli a carico ricevono l’Assegno Unico Universale e non più gli assegni familiari – tranne in questi casi. Parliamo di una nuova misura decisa dal Governo per racchiudere diversi bonus e agevolazioni dedicate alle famiglie italiane il cui importo va dai 50 euro (nei casi di ISEE superiore a 40 mila euro) ai 175 euro (per i nuclei con ISEE inferiore a 15 mila euro) per figlio a carico. I cittadini che desiderano accedere alla prestazione devono necessariamente inviare domanda in autonomia oppure avvalendosi dell’aiuto di Caf e patronati. La procedura può rivelarsi complicata per chi non ha dimestichezza con la burocrazia e con la tecnologia. Da qui la conseguenza di possibili errori o dimenticanze che potrebbero bloccare l’istanza. L’INPS, infatti, è tenuta a verificare le condizioni di accesso e i dati forniti dai contribuenti e qualora rilevasse anomalie e incongruenza potrebbe fermare l’erogazione della misura per compiere ulteriori accertamenti.

Assegno Unico non pagato, cosa è successo?

Il numero di domande arrivate all’INPS ha raggiunto quasi i 5 milioni per più di 7 milioni e 200 mila figli a carico. La maggior parte delle pratiche è stata sbrigata velocemente in modo tale da consentire la prima erogazione fin dal mese di marzo. Il riferimento è alle richieste pervenute dal 1° gennaio al 28 febbraio 2022. Con l’aumentare delle domande nei mesi primaverili l’iter delle verifiche si è complicato e le procedure hanno subito rallentamenti ma un altro sostanzioso numero di famiglie ha ottenuto l’erogazione della somma spettante tra aprile e maggio.

“Fortunati” penseranno coloro che ancora non hanno visto arrivare i soldi dell’Assegno Unico pur avendone inoltrato richiesta nei tempi stabiliti. Le cause dei ritardi sono diverse. Errori nella compilazione e dimenticanza di alcune informazioni fondamentali sono al primo posto tra le motivazione del blocco dell’istanza. Per capire se l’INPS necessita di ulteriori dati occorrerà accedere all’Area MyINPS del portale dell’ente e verificare la presenza di comunicazioni che spiegano perché l’Assegno Universale non sia stato ancora erogato e chiedono l’invio di ulteriore documentazione.

I problemi per i percettori del Reddito di Cittadinanza

Diverso il caso dei percettori del Reddito di Cittadinanza che attendono i soldi della misura. I ritardi sono legati ad un doppio invio della domanda che ha provocato rallentamenti nella pratica. L’INPS ha comunicato nei mese passati che i percettori di RdC non erano chiamati a presentare alcuna richiesta e che l’erogazione sarebbe avvenuta in automatico. Questo perché consegnando la Documentazione del Reddito per ottenere la ricarica mensile si è messa già a disposizione dell’ente la documentazione necessaria per versare anche l’Assegno Unico.

Il percettore che ha inviato domanda ha causato, quindi, un ritardo nell’erogazione che, ricordiamo, avviene in contemporanea con la ricarica mensile. Domani, 27 maggio, potrebbe essere il giorno della sorpresa in cui finalmente si vedranno arrivare i soldi dell’Assegno Unico. Se così non fosse è consigliabile contattare il call center dell’INPS per spiegare l’errore commesso e sbloccare la pratica.

Un ultimo appunto riguarda gli arretrati delle somme non versate nei mesi scorsi per assenza dell’ISEE. I contribuenti che desiderano ricevere gli importi spettanti dovranno inviare comunicazione dell’ISEE entro il 30 giugno oppure perderanno il diritto agli arretrati.