Allarme in Italia, i nostri cibi al limite avvelenamento: la lista completa

Nonostante i richiami da parte delle alte sfere dell’Unione Europea la situazione nel nostro paese continua ad essere critica.

La situazione sulle nostre tavole non è certo delle migliori. Prodotti acquistati nelle rivendite abituali che spesso contengono sostanze dannose per l’organismo, utilizzo selvaggio di elementi tossici che di certo non contribuiscono a rendere sicuro ciò che mangiamo. I continui richiami da parte della Comunità Europea spesso purtroppo cadono nel dimenticatoio.

Different colorful fruits and vegetables all over the table in full frame studio shot

I richiami europei per il nostro paese hanno inizio nel 2011. L’utilizzo di sostanze tossiche nelle coltivazioni di frutta e verdura va rimodulata, riconsiderata. Attualmente le disposizioni in merito non sembrano andare nella direzione sperata. Il blocco dell’utilizzo dei pesticidi ad oggi risulta essere stato rimandato a causa della situazione in Ucraina, un conflitto che ha stravolto numerose tabelle di marcia. Il livello di tossicità di alcuni prodotti utilizzati rappresenta un serio rischio per l’organismo.

Ad oggi i dati che arrivano dalle varie coltivazioni è allarmante, ad esempio 1 frutto su 3 risulterebbe contaminato. L’utilizzo di pesticidi ed altre sostanze tossiche paradossalmente pare sia addirittura aumentato invece che diminuire cosi come previsto dalle disposizioni europee. Erbicidi e pesticidi abbonderebbero insomma nelle coltivazioni ignorando del tutto i richiami partiti già nel 2011. Ciò che succede sotto alcuni punti di vista è inspiegabile, la situazione al momento sembra essere del tutto sfuggita di mano.

Allarme in Italia, i nostri cibi al limite avvelenamento: il report che spaventa i cittadini

Tra i frutti maggiormente contaminati secondo i report periodici delle varie organizzazioni ci sarebbero su tutti mele, pere, pesche, fragole ciliegie e more. Chiaramente al centro della questione anche numerosi ortaggi, regolarmente nel quotidiano sulle nostre tavole. Il report di una Ong ha mostrato come dal 2011 ad oggi si sia arrivati al 53% del totale della frutta che regolarmente acquistiamo ogni giorno. Gli stessi numeri sono stati poi elaborati prendendo in considerazione tutti i paesi della Ue. Il risultato è assolutamente agghiacciante.

 97.170 campioni di frutta fresca analizzati, coltivata in Europa che hanno portato al risultato presentato precedentemente. La conclusione è: “drastico aumento del 53% dei residui di pesticidi estremamente tossici“. Il tutto grazie a sostanze che già dal 2011 sarebbero dovute essere vietate. L’associazione tra l’utilizzo di tali sostanze con l’insorgere di patologie gravi è più che attuale e puntuale. Tumori al sistema nervoso centrale, leucemia, infertilità. Problemi cardiovascolari, diabete.

Tra i frutti maggiormente contaminati troviamo: pere contaminate all’87% in base ai campioni esaminati. More (51%), le pesche (45%), fragole (38%), ciliegie (35%) e albicocche (35%). Dal 2011, per intenderci le ciliegie contaminate sono passate dal 22% a quasi il 50%. Le mele, dal 16 al 34%. I Kiwi, adl 4% al 32%. Passando poi ai singoli paesi possiamo affermare che in Germania troviamo il 20% della produzione contaminata, in Francia il 22% e in Irlanda il 26%, in Belgio si passa addirittura al 34%.

Lo stop definitivo ai pesticidi in partenza, non considerando le dinamiche legate al conflitto che hanno rallentato di fatto ogni processo sarebbe dovuto arrivare nel  2030. Questo il termine previsto però prima ancora delle problematiche descritte. A questo punto si prevede un ulteriore rallentamento. Nel frattempo i cittadini si ammalano, muoiono e continuano nonostante tutto ad assumere quotidianamente sostanze tossiche giorno dopo giorno. Lo scenario è da brividi. Le risposte da parte delle istituzioni continuano a tardare. Il futuro appare purtroppo ancora più che mai incerto e rischioso.