Dichiarazione ISEE: attenzione ai controlli del fisco, ecco cosa si rischia

Gli errori nella dichiarazione ISEE, riscontrati nel corso di controlli a campione fatti dall’Agenzia delle Entrate, possono costare davvero caro.

Nel caso in cui si dichiari il falso nell’attestazione ISEE o si commette un errore nella compilazione, la legge concede un lasso di tempo entro il quale il cittadino può intervenire, senza conseguenze.

Dichiarazione ISEE: attenzione ai controlli del fisco, ecco cosa si rischia

In caso di controlli da parte del fisco sul ISEE, cosa si rischia?

Fino a qualche anno, fa l’ISEE era un’autocertificazione in cui cittadini erano chiamati a dichiarare quale fosse la loro condizione patrimoniale.

Il fisco effettuava controlli a campione poiché non riusciva a verificare l’ISEE di tutta la popolazione.

Con il passare del tempo si è scoperto che circa il 70% delle attestazioni ISEE presentate dagli italiani era caratterizzato da almeno un’anomalia.

Per questo motivo si è deciso di intervenire introducendo il modello Isee precompilato.

Si tratta di un documento in cui alcune informazioni sono già inserite, sulla base di un incrocio di dati presenti nelle banche telematiche in dotazione alla pubblica amministrazione.

In questo modo gli ISEE sono più attendibili. Ciò non toglie che ancora oggi, nel 2022, esistono ISEE falsi.

Oggi scopriremo entro quanti anni possono essere effettuati i controlli sull’ISEE e cosa si rischia in caso di dichiarazioni fasulle.

Dichiarazione ISEE false: cosa si rischia?

Chi falsifica l’attestazione ISEE va incontro alla perdita delle agevolazioni, dei bonus e di tutti i benefici fiscali ricevuti. Inoltre, la legge prevede anche la restituzione delle somme di denaro ricevute indebitamente dallo Stato.

Nei casi più gravi, lo Stato può aprire un provvedimento penale nei confronti del cittadino che ha falsificato l’ISEE. Tuttavia, la legge italiana prevede un termine massimo entro il quale può essere effettuato l’accertamento.

Cos’è l’ISEE?

L’ISEE è un documento che serve ad individuare la situazione economica equivalente di un nucleo familiare. Grazie a questo strumento è possibile accedere a prestazioni sociali agevolate, che sono rivolte alle famiglie in base alle specifiche situazioni economiche.

L’ISEE viene calcolato e reso disponibile dall’INPS, dopo aver presentato la dichiarazione sostitutiva unica, ovvero la cd DSU, che deve contenere informazioni di natura:

  • Anagrafica
  • Reddituale
  • Patrimoniale

La DSU può essere presentata dal contribuente scegliendo tra la modalità precompilata e non precompilata. La versione precompilata è fornita dall’INPS, grazie all’accesso alle banche dati telematiche in cooperativa con l’Agenzia delle Entrate.

Il documento ISEE serve quindi a misurare il reddito e il patrimonio di un intero nucleo familiare.

L’ISEE è caratterizzato da due sezioni:

  • La prima in cui si misura il reddito del richiedente e viene indicata la situazione reddituale;
  • La seconda che, invece, fa riferimento al patrimonio del richiedente. I redditi vengono calcolati prendendo in considerazione qualsiasi forma reddituale percepita dai membri del nucleo familiare. Il patrimonio, invece, tiene conto del valore patrimoniale immobiliare e mobiliare al 31/12 di due anni precedenti.

Dichiarazione ISEE: cosa succede in caso di controlli del fisco

Gli accertamenti sull’ISEE possono essere effettuati dall’Agenzia delle Entrate o dalla Guardia di Finanza. In ogni caso, va ricordato che l’ufficio territoriale delle imposte effettua dei controlli automatici attraverso l’utilizzo di software che sfruttano informazioni provenienti dalle banche dati della pubblica amministrazione.

Ci stiamo riferendo ad informazioni che provengono dall’Anagrafe tributaria, dall’Anagrafe dei conti correnti, dai Registri Immobiliari, dal Pra, etc.

Tuttavia, i controlli potrebbero partire anche da altre amministrazioni come l’Inps, il Comune o la Regione.

Nel caso in cui la pubblica amministrazione si dovesse accorgere di essere in presenza di un’attestazione falsa, per il responsabile è previsto:

  • Una denuncia per il reato di truffa ai danni dell’INPS, con processo penale e il rischio di reclusione da 6 mesi a 3 anni, oltre al pagamento di una sanzione pecuniaria che va da €51 a €1.032.
  • L’interruzione dell’erogazione di tutti i sussidi che sono stati percepiti sull’ ISEE falso.
  • La richiesta di restituzione delle somme ottenute indebitamente.

I controlli sull’ ISEE possono essere effettuati entro massimo 5 anni, a partire dal 31 dicembre dell’anno in cui è stata presentata la DSU.

Questo termine riguarda la responsabilità civile. Per quella penale, è previsto un termine più lungo di 7 anni, in caso di reato di truffa.