Stipendio, conto corrente e pensione, incubo pignoramento: cosa succede il 22 giugno

Occhio alle novità riguardanti il pignoramento dello stipendio, del conto corrente e della pensione. Ecco cosa cambia a partire dal prossimo 22 giugno.

A breve si dovrà fare i conti con importanti novità per quanto concerne il pignoramento di stipendi, conti e trattamenti pensionistici. Ma di cosa si tratta? Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

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Covid, possibili ripercussioni del conflitto tra Russia e Ucraina e preoccupante aumento dei prezzi, con rincari del 43%, sono solo alcuni dei fattori che hanno un impatto negativo sulle nostre vite e sulle nostre tasche. Un numero crescente di persone, purtroppo, riscontra delle serie difficoltà nel riuscire a far fronte alle varie spese.

In tale contesto cresce il timore di molti di dover fare i conti con il pignoramento dello stipendio, della pensione o del conto corrente a causa di alcuni debiti pregressi. A tal proposito, pertanto, interesserà sapere che a partire dal prossimo 22 giugno bisognerà fare i conti con delle importanti novità. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

Stipendio, conto corrente e pensione, occhio al pignoramento: cosa c’è da aspettarsi

Abbiamo già avuto modo di vedere assieme come sia importante prestare attenzione ai debiti erariali, in quanto vi sono alcune cose che il Fisco non può in alcun caso pignorareSempre in tale ambito, inoltre, interesserà sapere che a partire dal prossimo 22 giugno bisognerà fare i conti con delle importanti novità per quanto riguarda il pignoramento presso terzi. Ma di cosa si tratta?

Ebbene, a fornirci delucidazione in merito ci pensa la “LEGGE 26 novembre 2021, n. 206″, pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Si tratta in pratica della “Delega al Governo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie e misure urgenti di razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie nonché in materia di esecuzione forzata”.

In base a quest’ultima: “All’articolo 543 del codice di procedura civile, dopo il quarto comma sono aggiunti i seguenti: “Il creditore, entro la data dell’udienza di comparizione indicata nell’atto di pignoramento, notifica al debitore e al terzo l’avviso di avvenuta iscrizione a ruolo con indicazione del numero di ruolo della procedura e deposita l’avviso notificato nel fascicolo dell’esecuzione.

La mancata notifica dell’avviso o il suo mancato deposito nel fascicolo dell’esecuzione – viene sottolineato – determina l’inefficacia del pignoramento. Qualora il pignoramento sia eseguito nei confronti di più terzi, l’inefficacia si produce solo nei confronti dei terzi rispetto ai quali non è notificato o depositato l’avviso“.

Per poi aggiungere: “In ogni caso, ove la notifica dell’avviso di cui al presente comma non sia effettuata, gli obblighi del debitore e del terzo cessano alla data dell’udienza indicata nell’atto di pignoramento“.

Stipendio, conto corrente e pensione: importanti novità sul pignoramento

Entrando nei dettagli, quindi, in molti casi a partire dal prossimo 22 giugno si potrà dire addio al pignoramento di pensione, conto corrente e stipendio. Questo in quanto per il creditore risulterà sempre più difficile riuscire a far eseguire il pignoramento. Se tutto questo non bastasse, in casa do inadempimento, il pignoramento verrà considerato nullo.

È compito del creditore, infatti, notificare entro la data dell’udienza, al debitore, così come la banca o istituto di credito, il numero di iscrizione a ruolo. Bisogna inoltre depositare la documentazione. L’atto di pignoramento, a sua volta, deve presentare i dati anagrafici e codice fiscale dei soggetti interessati.

Ma non solo, è fondamentale indicare la natura del credito e la data di convocazione dell’udienza. Nel caso in cui manchino tutti questi elementi, allora il pignoramento perde la sua efficacia e non potrà più essere eseguito.