Incentivi auto 2022, da oggi 16 maggio piovono occasioni d’oro: mai rinunciare al risparmio

Oggi, 16 maggio 2022, partono gli incentivi auto per poter risparmiare sull’acquisto di un veicolo elettrico o ibrido plug-in. Scopriamo qual è l’ammontare dello sconto.

Prenotabili dallo scorso 1° aprile, gli incentivi auto arrivano come un aiuto a cui non rinunciare volendo acquistare una nuova macchina o moto.

incentivi auto 2022
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Oggi, 16 maggio, arrivano gli incentivi rivolti agli automobilisti desiderosi di cambiare auto. Un fondo di 650 milioni di euro per l’anno in corso supporterà l’agevolazione volta a ridurre l’inquinamento stradale. Le risorse verranno stanziate anche nel 2023 e nel 2024 per un importo totale di due miliardi di euro. I Bonus erogati prevedono somme comprese tra 2 e 5 mila euro in base alla tipologia di veicolo acquistato e alla rottamazione di una vecchia auto. Ad usufruire della proposta saranno non solo le aziende – come nel 2021 – ma anche i cittadini privati pronti a dare una svolta green alla guida in strada.

Incentivi auto, come funzionano

L’obiettivo degli incentivi è invitare i cittadini ad acquistare veicoli meno inquinanti per un risparmio dei consumi (e del costo del bollo auto) e per ridurre le emissioni nocive per l’ambiente. Un doppio beneficio, dunque, che si potrà ottenere comprando un’auto elettrica oppure ibrida plug-in nonché moto elettriche e ciclomotori elettrici. I veicoli ricaricabili plug-in presentano un motore a combustione tradizionale e una batteria da collegare ad una presa per effettuare il caricamento prima di guidare per la città. Gli sconti si possono ottenere, poi, anche acquistando auto ibride full e mild con motore elettrico collegato a motore termico per sostenerlo in accelerazione e ricaricarlo in frenata.

Per ogni modello di veicolo è previsto un incentivo diverso con somme variabili a seconda della rottamazione inclusa o meno.

Gli importi per ogni differente tipologia di auto

L’acquisto di auto rientranti nella fascia di emissioni comprese tra 0 e 20 g/km prevede un incentivo di 3 mila euro più altri due mila euro con rottamazione di un’auto vecchia per un totale massimo di 5 mila euro. L’incentivo scende a 4 mila euro (due mila euro più altri due mila euro per la rottamazione) per auto di fascia di emissione da 21 a 60 g/km e a 2 mila euro per i veicoli di fascia di emissione superiore a 61 g/Km fino a 135 g/km (esclusivamente con rottamazione obbligatoria).

Gli incentivi auto non valgono per i modelli usati mentre la rottamazione riguarda veicoli immatricolati prima del 31 agosto 2015 ossia fino a Euro 5.

I destinatari del Bonus

A richiedere l’agevolazione possono essere tutti gli automobilisti che acquistano un’auto dal valore massimo di 35 mila euro per la fascia 0-20 g/km; di 45 mila euro per la fascia 21-60 g/km e di 35 mila euro per la fascia 61-135 g/km. I limiti citati non comprendono l’IVA, l’Itp né la messa su strada con la conseguenza di una stima per l’acquisto dell’auto elettrica di un valore massimo di 42.700 euro per poter richiedere gli incentivi del Governo.

Un dettaglio da conoscere per non rischiare un risparmio minore è l’intestazione del veicolo da rottamare alla stessa persona che risulterà intestataria del nuovo veicolo acquistato con il Bonus oppure ad una persona convivente da minimo dodici mesi. Condizione necessaria, poi, riguarda l’impossibilità di rivendere l’auto nei dodici mesi successivi alla richiesta di incentivo.

Come richiedere gli incentivi auto

Sarà compito del concessionario prenotare il Bonus accedendo all’apposita piattaforma creata dal Ministero dello Sviluppo Economico. Il sistema genererà un codice a cui sarà abbinato l’incentivo indipendentemente dalla data di immatricolazione. Il cittadino, dunque, dovrà solamente recarsi dal rivenditore e scegliere auto e modello preferito per bloccare l’accesso al fondo e non rischiare di perdere la propria quota dato che le risorse verranno erogate fino ad esaurimento dei fondi. Probabilmente, però, il Governo indicherà un lasso di tempo da non superare tra richiesta del Bonus e data di immatricolazione, per esempio 12 mesi. 

Le concessionarie verranno, poi, rimborsate dalle case automobilistiche che a loro volta recupereranno i soldi dallo Stato come credito d’imposta.