Pensione di reversibilità, ne hanno diritto anche fratelli e sorelle? La risposta non è scontata

Fratelli e sorelle hanno diritto alla pensione di reversibilità? Entriamo quindi nei dettagli per vedere come funziona e tutto quello che c’è da sapere in merito.

Occhio alla pensione di reversibilità in quanto in determinati casi ne hanno diritto anche fratelli e sorelle. Ecco i requisiti richiesti e come funziona.

reversibilità fratelli e sorelle
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La pensione si rivela essere, senz’ombra di dubbio, un traguardo importante, soprattutto considerando che viene raggiunto dopo aver trascorso la maggior parte della propria esistenza a lavorare. Ebbene, sempre soffermandosi sul trattamento pensionistico bisogna sapere che, in caso di decesso del soggetto che percepisce la pensione, tale sussidio viene garantito, se aventi diritto, ai propri parenti.

Si tratta, ovviamente, della pensione di reversibilità che è stata introdotta al fine di garantire una sorta di protezione ai superstiti. Per poter beneficiare di tale misura, come già detto, bisogna possedere determinati requisiti. Proprio in tale ambito, pertanto, sono in molti a chiedersi se anche fratelli e sorelle ne abbiano diritto. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

Pensione di reversibilità, ne hanno diritto anche fratelli e sorelle? Ecco cosa c’è da sapere

Abbiamo già visto che aumentare l’importo della pensione di reversibilità è, in alcuni casi, possibile. Sempre soffermandosi su questo trattamento economico, sono in molti a chiedersi se ne hanno diritto anche fratelli e sorelle. Ebbene, la risposta in questo caso non è scontata, in quanto fratelli e sorelle ne hanno diritto solo in determinati casi e purché in possesso di alcuni requisiti. Ma di quali si tratta?

Innanzitutto è bene ricordare che ad aver diritto alla pensione di reversibilità è il coniuge anche in caso di unione civile, anche se separati o divorziati, purché risultino titolari di assegno divorzile. Ma non solo, tale misura spetta anche ai figli minorenni o di qualunque età se inabili al lavoro.

Viene inoltre riconosciuto pro quota anche ai figli maggiorenni senza reddito nel caso in cui frequentino una scuola o un corso professionale, fino all’età di 21 anni o fino a 26 anni se iscritti ad un percorso universitario. In assenza di coniuge o figli, la pensione di reversibilità può essere riconosciuta ai genitori a carico.

Questo a patto che quest’ultimi abbiano compiuto 65 anni di età e non risultino titolari del trattamento pensionistico. Per finire, in assenza dei soggetti fino ad ora citati, ecco che ad avere diritto sono proprio fratelli e sorelle. Questo a patto che siano rispettivamente celibi o nubili e risultino a carico dell’assicurato o pensionato al momento del decesso.

Ma non solo, i soggetti interessati devono risultare inabili al lavoro e non percepire alcun trattamento pensionistico. Solo in questo caso, quindi, anche fratelli e sorelle hanno diritto a richiedere e ottenere la pensione di reversibilità.