Pagamenti, nuova stretta sul contante: occhio alle multe, chi rischia di più

Nuova stretta sui pagamenti con denaro contante, con molti che rischiano di dover fare i conti con delle pesanti multe. Ecco cosa sta succedendo.

Nell’ambito della lotta all’evasione fiscale il governo cerca di favorire i pagamenti tracciabili a discapito di quelli con denaro contante. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

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L’evasione fiscale continua, purtroppo, ad essere un problema per il nostro Paese. Si tratta, infatti, di comportamenti che pesano inevitabilmente sul bilancio statale e di conseguenza sulle tasche dei cittadini che con le loro tasse contribuiscono a pagare sussidi e servizi pubblici di vario genere. Proprio per questo motivo il governo cerca di attuare tutta una serie di misure ad hoc, volte a contrastare tale fenomeno.

A tal fine, ad esempio, l’esecutivo cerca di favorire i pagamenti tracciabili, come ad esempio bonifici o bancomat, in modo tale da poter controllare i vari movimenti e cercare così di scoprire i furbetti. Proprio in tale ambito, inoltre, si invita a prestare attenzione ad una nuova stretta sui pagamenti con denaro contante, con molti che rischiano di dover fare i conti con delle pesanti multe. Entriamo nei dettagli e vediamo cosa sta succedendo.

Pagamenti, nuova stretta sul contante: tutto quello che c’è da sapere

Abbiamo già visto che vi sono dei movimenti a cui bisogna prestare particolare attenzione, in quanto in questi casi l’Agenzia delle Entrate potrebbe considerarvi degli evasori fiscali. Sempre in tale ambito, inoltre, si invita a prestare attenzione ad una nuova stretta sui pagamenti con denaro contante, con molti che rischiano di dover fare i conti con delle pesanti multe. Ma cosa sta succedendo?

Ebbene, bisogna sapere che a partire dal prossimo 30 giugno 2022 scatteranno le multe a commercianti e professionisti che non accettano pagamenti elettronici. Tale sanzione, che avrebbe dovuta essere introdotta a partire dal 2023, infatti, è stata anticipata a quest’anno. Questo, è bene sottolineare, non vuol dire che non sarà più possibile effettuare pagamenti con denaro contante.

Bensì vuol dire che, a partire dal prossimo 30 giugno, coloro che rifiuteranno i pagamenti elettronici rischiano di dover fare i conti con una sanzione minima dall’importo pari a 30 euro. Ma non solo, a quest’ultimo bisogna anche aggiungere il 4% del valore della transazione per la quale è stato rifiutato il pagamento con strumenti elettronici, quali ad esempio bancomat o carte di credito.

Pagamenti, nuova stretta sul contante: occhio ai limiti

A proposito di pagamenti con denaro contante, inoltre, è bene ricordare che bisogna fare i conti con dei limiti. A partire dal 1° gennaio 2022 sarebbe dovuto scattare il limite pari a massimo 999,99 euro per le transazioni con denaro cash.

Grazie a degli emendamenti al decreto Milleproroghe, però, tale limite farà il suo debutto a partire dal prossimo anno. Per questo motivo nel corso del 2022 è possibile continuare a fare pagamenti con denaro contante fino a 1.999,99 euro, senza correre il rischio di dover pagare delle sanzioni.

Nel caso in cui si effettuino pagamenti per importi superiori a due mila euro, però, bisogna utilizzare solamente strumenti tracciabili, come bonifici o bancomat. In caso contrario si rischia di dover pagare, appunto, sanzioni particolarmente pesanti.

Pagamenti, nuova stretta sul contante: occhio ai soldi in casa e in tasca

Come già detto, nell’ambito della lotta all’evasione fiscale, a destare particolare interesse sono i movimenti di denaro contante. Proprio soffermandosi su quest’ultimi, inoltre, è importante prestare attenzione a quanto denaro si tiene in casa oppure in tasca. Nel caso in cui si venga sorpresi con troppo denaro contante addosso oppure in casa, infatti, potrebbe scattare un allarme, con il Fisco che potrebbe pertanto chiedere spiegazioni in merito.

A tal proposito bisogna comunque sapere che non vi è un particolare limite da rispettare. Ognuno, d’altronde, è libero di tenere in casa, oppure nel portafoglio, quanto denaro desidera. Questo, fermo restando, ovviamente, le proprie disponibilità economiche. Se si viene beccati con troppi soldi rispetto al proprio tenore di vita e soprattutto non in linea rispetto a quanto dichiarato in sede di dichiarazione dei redditi, infatti, possono scattare i controlli del Fisco.