Mino Raiola, a quanto ammonta il patrimonio del re dei procuratori: eredità ‘pesante’

Un’impronta indelebile quella del temuto e ambito agente sportivo, Mino Raiola. Procuratore dei campioni e decisivo nel cambiamento del calcio.

Da ex cameriere a Nocera Inferiore fino ai vertici più faraonici del calcio mondiale. Mino Raiola è stato protagonista di una carriera incredibile, marchiando il cambiamento dello sport del nuovo Millennio con una delle impronte maggiori.

morto mino raiola

Una figura fra le più discusse ma senza dubbio di successo nell’ambito del calcio mercato. La sua carriere di procuratore sportivo, iniziata con le deleghe di alcuni campioni olandesi, è proseguita con una marcia da record, arrivando a guadagnarsi le procure di calciatori di livello internazionale come Zlatan Ibrhimovic, Robinho, Pogba e Mario Balotelli. L’intermediario per eccellenza, fra i più noti e, in qualche modo, anche fra i più temuti. Se alcune delle maggiori università hanno dedicato studi ai principali influencer per caprine le ragioni dell’ascesa, forse lo stesso si potrebbe fare per Mino Raiola e per il suo preponderante cammino nel complicatissimo mondo della procura sportiva. Inizialmente un circuito per pochi, frequentato perlopiù da professionisti che svolgevano altre professioni base (come gli avvocati), sempre più persone hanno guardato con interesse all’evoluzione del mondo del pallone. E, quindi, del ruolo del procuratore.

Sempre più decisivo, sempre più influente. Capace di decretare, a volte, non solo il destino di un calciatore ma anche di una società. Ogni volta, però, con l’obiettivo di ottenere il massimo dalle prestazioni, per il giocatore e anche per sé, accrescendo così il proprio prestigio nel settore. Raiola, nato in Campania, è cresciuto nei Paesi Bassi, apprendendo in fretta le lingue straniere. Cameriere nel ristorante di famiglia ad Haarlem, prova con il calcio ma a diciotto anni ha già smesso. Il suo destino, infatti, è il mondo dell’imprenditoria. Il quale, in breve tempo, viene plasmato in quello dell’intermediazione, fondando la società Intermezzo. Nel frattempo è già direttore sportivo dell’Haarlem, dopo una parentesi come responsabile del settore. L’addizione a questo punto è semplice.

Mino Raiola, da cameriere a re dei procuratori: il patrimonio stimato

Siamo nei primi anni Novanta, il calcio è ancora “terreno” rispetto a quello attuale ma c’è chi intuisce già i cambiamenti epocali in arrivo. Mino Raiola è uno di questi. Prima apre le porte del Foggia a Bryan Roy, poi media per il trasferimento di Dennis Bergkamp e Wim Jonk all’Inter. Anno 1993: un affare da 18 miliardi di lire complessivi. Praticamente un’enormità per l’epoca. Ed è solo l’inizio: annusa per primo la potenzialmente folgorante carriera di Zlatan Ibrahimovic, si affianca a calciatori come Mario Balotelli, Paul Pogba e, più di recente, Gianluigi Donnarumma e Matthijs de Ligt. Un’ascesa tale da far credere piuttosto il contrario: piuttosto i giocatori si affiancano a lui, capace di far rendere al meglio il rapporto per entrambi.

Il ruolo del procuratore sportivo ha delle normative specifiche da rispettare, così come previsto dalle leggi interne della Fifa. Tuttavia, negli anni, alcuni professionisti del settore hanno ottenuto un prestigio tale da accumulare cifre importanti per le procure di determinati calciatori. Basti pensare, oltre allo stesso Raiola, al portoghese Jorge Mendes. Personaggi in grado di influenzare anche le decisioni di società importanti. Anche per questo è difficile stimarne guadagni e, di rimando, il patrimonio. I trasferimenti curati da Mino Raiola, ad esempio, fino al 2017 avrebbero mosso qualcosa come 437 milioni, 43 dei quali sarebbero stati destinati allo stesso mediatore.

Sulla questione è intervenuta anche Forbes, secondo la quale, nel 2019, il fatturato complessivo si aggirava sugli 85 milioni, grazie alla gestione di un parco giocatori da oltre 600 milioni. Per farsi un’idea, basti pensare a quanto indicata da Football Leaks sul passaggio di Pogba dalla Juventus al Manchester United. Un doppio accordo che avrebbe regalato a Raiola addirittura 49 milioni.