Diventare parlamentare? Si può ma forse non è così facile…

Come si diventa parlamentare? La strada per i seggi è diversa rispetto a qualche decennio fa. Ma non per questo semplicissima.

 

Far parte del sistema o decidere di restarne fuori. Una decisione non facile, figlia di un dubbio atavico che, molto spesso, finisce per non porsi nemmeno. La naturale propensione è per la prima opzione.

Come diventare parlamentare
Foto © AdobeStock

A prescindere da quale sia il “sistema” al quale si fa riferimento, è il più delle volte la politica a finire al centro della diatriba. O, se vogliamo, del dubbio interpersonale. Detesta dalle masse, in quanto ritenuta simbolo di potere e ricchezza a discapito del popolo, ma allo stesso tempo ambita, come una sorta di garanzia per il futuro. In sostanza, secondo il pensare comune, il desiderio di ottenere un ruolo di rilievo nell’organigramma decisionale del Paese, difficilmente è alimentato da mire realmente volte al benessere di tutti. Praticamente, per quanto il dibattito pubblico finisca per mettere nel mirino i vari politici, parlamentari o semplici membri di partito, sembra proprio che in molti ambirebbero a guadagnarsi una posizione simile.

Forse per questo molti, anche nell’ambito di altri discorsi, tendono a chiedersi quale sia, effettivamente, il percorso necessario per diventare parlamentare. Soprattutto a seguito del boom avuto dal Movimento 5 stelle una decina d’anni fa, con l’ascesa di alcuni politici fino a quel momento perlopiù sconosciuti. C’è da dire che le differenze con la politica dei decenni passati sono considerevoli. La proverbiale gavetta nelle varie sezioni dei partiti è stata sostituita da carriere più brevi, magari iniziate nelle sedi locali oppure tramite un gruppo social piuttosto seguito. Qualcosa che, in realtà, contraddistingue molte carriere. Un ottimo ascendente sulle persone o la capacità di generare dibattito con un post ben piazzato, spesso sono sufficienti per crearsi un nome.

Diventare parlamentare, non solo popolarità: ecco l’iter da seguire

E’ chiaro che l’ambizione di diventare parlamentare è dettata in primis dalla possibilità di una stabilità economica. Anche se, per la verità, la prima regola da seguire sarebbe quella della volontà di mettere le proprie competenze al servizio del Paese e dei suoi cittadini. Del resto, se fatto con criterio, non si tratta di un lavoro semplice. Lasciando per il momento da parte le competenze, forse sarebbe opportuno partire dai requisiti: a una ipotetica tornata elettorale (la prossima, a meno di stravolgimenti, ci sarà nel 2023) possono essere considerati eleggibili i cittadini che hanno compiuto il quarantesimo anno di età (Senato) e quelli che hanno compiuto il venticinquesimo (Camera). L’elezione avviene tramite suffragio universale e, a meno di interdizione pregresse dai pubblici uffici, possono candidarsi tutti i cittadini con diritto di voto. L’unica condizione per l’ineleggibilità è una posizione di conflitto di interesse.

Le leggi vigenti prevedono tre modalità di elezione: le liste bloccate, i collegi uninominali e le circoscrizioni estere. Per quanto riguarda deputati e senatori, non esistono limiti al numero di mandati. Questo il quadro, in breve, per quanto riguarda le condizioni. Per il resto, i confini sono molto labili. La difficile strada verso il Parlamento della Prima Repubblica non è più così complicata. L’inizio della propria carriera nelle sezioni di partito e, successivamente, in ambito comunale e provinciale, è stata rivoluzionata nella misura in cui a essere rivoluzionati sono stati i partiti. Finita l’onda del partito di massa, il trend odierno riguarda i cosiddetti “partiti personali”, laddove attorno alla figura del leader, più che l’esperienza, gioca un ruolo fondamentale la propria reputazione interna.

Nel caso delle liste bloccate, sarà il segretario del partito a redigere le liste elettorali. Diverso il caso di un collegio uninominale, in cui è l’uomo o la donna di punta a diventare il candidato prediletto, puntando forte sulla sua autorevolezza o popolarità in un dato territorio. A ogni modo, per quanto il successo su un social possa essere un fattore, un ruolo fondamentale lo giocherà anche il taglio dei parlamentari. Difficilmente, nelle liste, troveranno posto dei boomers.

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