Superbonus 110%, altro stop alle cessioni del credito: cosa è successo

Due fra le banche maggiori fermano l’accettazione di nuovo domande di cessione del credito per il Superbonus. Rischio per le imprese.

 

Il nuovo via libera alle cessioni del credito relative al Superbonus 110% non ha arginato i problemi. Nemmeno la messa a disposizione, da parte degli enti, dei prezzari relativi alle detrazioni.

Superbonus 110% cessione credito
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In sostanza, nonostante il momento tutto sommato premi ancora chi cerca di eseguire i propri interventi edilizi sfruttando le agevolazioni del maxi-bonus, la situazione sembra ancora in divenire. Il problema, stavolta, sarebbe da ricercare nelle troppe richieste ricevute dagli enti presso cui la cessione del credito viene effettuata. I quali, impossibilitati a procedere con l’accoglimento di nuove domande, sarebbero di fatto costretti a dare forfait sui potenziali lavori futuri. Le cessioni del credito non avrebbero quindi problematiche in sé, quanto piuttosto in merito alle possibilità di fruizione. La progressiva impossibilità di accogliere nuove domande, quindi, potrebbe portare di fatto al blocco della pratica da parte degli istituti di credito.

Alcune realtà, come Unicredit e banca Intesa Sanpaolo, hanno già dato l’altolà ai richiedenti. Un rischio beffa, laddove gli effetti del Superbonus sono destinati a ridursi progressivamente da qui al 2024. La cessione del credito, infatti, ha rappresentato l’alternativa migliore per la fruizione dell’agevolazione, in luogo di quella diretta, valida perlopiù per le spese minori. Lo stop imposto da due delle banche maggiori potrebbe fungere da linea guida anche per altre realtà. Un’ulteriore possibilità di rallentamento su un’agevolazione già di per sé attenuata da controlli e limitazioni.

Superbonus, due banche bloccano la cessione del credito: cosa accade ora

Lo stop alle cessioni avverrà a prescindere dalla tipologia degli interventi effettuati. Così come indipendentemente dall’esercizio dell’opzione da parte del contribuente. La limitazione all’accettazione di nuove domande non andranno tuttavia ad arginare i controlli effettuati. La stretta eseguita sul piano fiscale, per quanto allentata dalle disposizioni successive, resterà valida sia sui crediti ceduti che per quelli che lo saranno in futuro. Fornitori e concessionari risponderanno comunque solo per l’eventuale utilizzo irregolare del credito d’imposta. Oppure in misura maggiore rispetto al credito ricevuto. Nell’ambito dei controlli, si procederà alla verifica documentale relativa alla effettiva sussistenza del diritto alla detrazione per il Superbonus 110%.

Attenzione, perché i controlli possono essere eseguiti anche a distanza di qualche anno dall’effettiva fruizione della detrazione. Si ricorda che, al fine dell’accettazione e della regolarità dell’agevolazione, sarà necessaria l’asseverazione tecnica sugli interventi di efficienza energetica e su quelli relativi alla riduzione del rischio sismico. Lo stop alle nuove cessioni del credito rischia comunque di cogliere in contropiede le imprese, proprio nel momento in cui alcuni istituti di credito avevano allargato il raggio d’azione in merito alla logica delle tre cessioni.