Opzione Donna, brutte notizie per le lavoratrici: quanto si perde lasciando prima il lavoro

Brutte notizie per le lavoratrici che lasciando prima il lavoro con Opzione Donna rischiano di dover fare i conti con un pesante taglio dell’assegno pensionistico.

Forma di pensionamento anticipato destinata alle lavoratrici con almeno 58-59 anni di età, può risultare in alcuni casi particolarmente penalizzante dal punto di vista del trattamento economico. Ecco tutto quello che c’è da sapere in merito.

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Bollette delle utenze domestiche, abbigliamento, alimentazione e tanto altro ancora. Innumerevoli sono le volte in cui ci ritroviamo a dover mettere mano al portafoglio al fine di acquistare beni e servizi di nostro gradimento. A rivestire un ruolo importante in tale ambito, pertanto, sono il lavoro prima e la pensione poi. Questo in quanto ci consentono di attingere alla fonte di reddito necessaria per far fronte alle varie spese.

In tale ambito, pertanto, interesserà sapere che le donne possono, in determinati casi, uscire prima dal lavoro grazie a Opzione Donna. Ebbene, proprio soffermandosi su quest’ultimo giungono brutte notizie per molte lavoratrici che rischiano di dover fare i conti con un pesante taglio dell’assegno pensionistico. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

Opzione Donna, quanto si perde lasciando prima il lavoro: tutto quello che c’è da sapere

In base a quanto si evince dagli ultimi dati dell’Osservatorio Inps sulle pensioni, molti pensionati si ritrovano purtroppo a dover fare i conti con pensioni al di sotto di mille euro al mese. Una situazione che riguarda in effetti molte lavoratrici che si ritrovano a dover fare i conti con un pesante taglio del trattamento pensionistico. Questo nel caso in cui decidano, ad esempio, di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro grazie ad Opzione Donna.

Quest’ultima, come facilmente intuibile dal nome, si tratta di un trattamento pensionistico dedicato alle donne, grazie alla quale le lavoratrici possono lasciare anticipatamente il lavoro, purché in possesso di determinati requisiti, sia dal punto di vista anagrafico che dei contributi maturati. Entrando nei dettagli, possono accedere ad Opzione Donna le lavoratrici con almeno 35 anni di contributi e 58 anni di età, oppure 59 anni di età per le lavoratrici autonome.

Si tratta, in pratica, di una forma di pensionamento anticipato che può risultare in alcuni casi particolarmente penalizzante dal punto di vista del trattamento economico. Ad avere un peso sull’importo finale, infatti, sono l’età e il sistema di liquidazione. Questo in quanto la pensione, con Opzione Donna, viene liquidata attraverso un calcolo interamente basato sul sistema contributivo, che, come risaputo, si rivela essere più penalizzante rispetto a quello misto.

Anche i contributi versati prima del 1996, infatti, vengono considerati con il sistema contributivo. Una situazione che non può passare di certo inosservata. Questo soprattutto considerando il fatto che, in base ad alcune stime, questo tipo di calcolo porta a dover fare i conti una penalizzazione dell’assegno che può andare dal 15% al 26% circa dell’importo della pensione.