Vaccino Covid e miocardite nei giovanissimi: la scoperta sconvolge

La relazione tra vaccino Covid e miocardite è stata confermata da recenti studi ma limitando la corrispondenza ad una fascia della popolazione.

La vaccinazione Covid 19 e l’insorgenza della miocardite sono collegate ma solo in specifici casi. Scopriamo i risultati di uno studio che ha coinvolto 23 milioni di persone.

vaccino Covid miocardite
Adobe Stock

Il tema “vaccini Covid 19” è ancora sentito sebbene altre questioni siano ora affrontate con maggior fervore. Fino a pochi mesi fa la vaccinazione è stata una questione calda che ha scatenato polemiche e timori nei no vax. La rapidità di elaborazione delle cura per il Covid, la possibilità di essere contagiati nonostante il vaccino, l’obbligatorietà del ciclo vaccinale sono stati argomenti di discussione pian piano scemati con la fine dello stato di emergenza, l’allentamento delle restrizioni e lo scoppio di una guerra che ha sbattuto in faccia a tutti noi un’emergenza più difficile da affrontare, capace di portare in secondo piano le vecchie discussioni. Gli studi sui vaccini e le possibili conseguenze sono, però, continuati per cercare di appurare alcune correlazioni pericolose rilevate durante la fase vaccinale. Il riferimento è all’insorgenza di miocarditi nei bambini.

Vaccino Covid e miocardite, i risultati dei recenti studi

Più di 23 milioni di cittadini della Danimarca, Svezia, Finlandia e Norvegia sono stati esaminati in uno studio condotto per verificare la correlazione tra vaccino per il Covid e insorgenza delle miocarditi. I risultati hanno riportano un nesso tra la prima e la seconda dose di vaccino e l’aumento del rischio miocardite restringendo la relazione causa-effetto ad una particolare fascia della popolazione.

Lo studio ha coinvolto, precisamente, 23.122,522 di persone dei quattro Paesi citati over 12 anni, il 49,8% di sesso maschile e il 50,2% di sesso femminile. I dati fanno riferimento alle cartelle del periodo 27 dicembre 2020/5 ottobre 2021 e ai vaccini Pfizer, Moderna e AstraZeneca. I risultati hanno stabilito una maggiore possibilità di insorgenza di miocarditi nella fascia di popolazione maschile con età compresa tra 16 e 24 anni dopo la seconda dose.

I dati della ricerca in cifre

In seguito alla seconda dose di vaccino è stata rilevata un’eccedenza di miocarditi pari a 5,55 ogni 100 mila soggetti che hanno ricevuto il vaccino Pfizer o BioNTech; a 18,39 ogni 100 mila soggetti con somministrazione Moderna e a 27,49 ogni 100 mila soggetti con somministrazione di vaccinazioni eterologhe. Parliamo, dunque, di un rischio cinque volte maggiore per chi ha ricevuto vaccino Pfizer contro chi non si è vaccinato e ben 15 volte superiore in seguito alla somministrazione del vaccino Moderna. Al riguardo è stato chiesto di modificare il bugiardino in modo tale da integrarlo con i nuovi risultati raggiunti e di riservare il vaccino Pfizer (o BioNTech) ai giovani maschi di età compresa tra 16 e 24 anni.

Si consiglia, inoltre, di procedere ugualmente con la vaccinazione per evitare che un’eventuale infezione da Covid scateni una miocardite ben più grave nei soggetti predisposti tale da far necessitare un lungo ricovero in ospedale o da portare complicanze a lungo termine fino alla morte.

(le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e riguardano studi scientifici pubblicati su riviste mediche. Pertanto, non sostituiscono il consulto del medico o dello specialista, e non devono essere considerate per formulare trattamenti o diagnosi)