Supermercati, ci sono i primi scaffali vuoti: cosa sta succedendo

Quanto successo negli ultimi due mesi di certo non sarebbe mai stato immaginabile, nei modi, nei tempi. Oggi tutto è diverso.

Il conflitto anche se relativamente lontano è entrato nel nostro quotidiano. La guerra in Ucraina sin dai suoi primi giorni ha messo in atto una sorta di continua pressione su tutta l’Europa. Qualcosa che mai, forse, era accaduta in questi termini. Forse mai, un conflitto tanto distante era stato avvertito tanto vicino prima d’ora. La situazione è di certo anomala.

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Le immagini che spesso hanno accompagnato gli ultimi mesi nel nostro paese sono paradossalmente molto simili a quelle che dal marzo del 2020 hanno preso a circolare in Italia. In entrambi i casi una situazione per niente prevista. La pandemia di covid e la guerra in Ucraina, parliamo di due scenari spaventosi, qualcosa di inimmaginabile, qualcosa che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo che mai avremmo immaginato di poter vivere, in tutta onestà.

La situazione odierna è quella di milioni di cittadini spaventati che proprio a tal proposito spesso si lanciano in una sorta di ressa ai supermercati, cosi come avvenuto nel 2020. Parliamo di una situazione assolutamente al limite in alcuni casi, qualcosa che mai e poi mai avremmo immaginato, cosi come detto, di vivere. Situazioni limite alle quali mentalmente forse non eravamo predisposti in alcuni casi ne più abituati in altri. Le immagini insomma si susseguano e spesso si somigliano.

Il conflitto cambia le cose, dalla paura al carrello: la corsa ai beni di prima necessità

Il terrore dei cittadini, scottati dall’esperienza del primo lockdown nel 2020 è quella di restare senza beni di prima necessità. La carenza di alcuni alimenti, di alcuni beni cosi come si è verificata in questi mesi ha portato ad una serie di razionamenti che oggi più che mai fa temere il peggio ai cittadini. Qualcosa che di certo nessuno avrebbe mai immaginato di vivere, nemmeno prevedendo la più drammatica delle situazioni. In vece parliamo della più temibile realtà.

Alessandro Masetti, responsabile dei prodotti freschi e surgelati di Coop Italia ha spiegato negli ultimi giorni come di fatto sia cambiato il modo di fare la spesa degli italiani in queste ultime settimane. Il tutto in occasione di una audizione davanti alla commissione agricoltura della Camera dei deputati. :”Il volume di alcune categorie come zucchero, pasta di semola, farina, riso è assolutamente aumentato“. Questo in qualche modo spiegherebbe quanto il cittadino si preoccupi di avere in casa beni di prima necessità.

Masetti spiega: “Se i costi per la pasta di semola a monte della filiera sono aumentati del 24%, solo il 14% è stato trasferito sulla vendita. La preoccupazione è cosa potrebbe succedere quando gli aumenti dei prezzi verranno scaricati integralmente o quasi sui consumatori. Crediamo – conclude –  che, a fronte di questo ulteriore aumento dei prezzi, ci possa essere una forte contrazione delle vendite“.

Uno dei rischi maggiori cosi come suggerito dai mercati stessi è la difficoltà per settori come quello della carne e delle frutta e verdura. Vediamo come questi due ambiti negli ultimi mesi siano letteralmente calati. Il tutto, potrebbe innescare una doppia crisi, un doppi binario negativo sancito in qualche modo dalla situazione inattesa che in Ucraina ormai sta portando a morte e distruzione. I cittadini insomma sono al centro di tutto e vivono le conseguenze di questo conflitto.

I supermercati spesso restano vuoti in alcuni reparti, spesso i tempi si allungano per i rifornimenti. E’ il risultato di una dinamica chiara, qualcosa non sta funzionando, qualcosa non è andata cosi come previsto. Il contesto cambia ed insieme ad esso le abitudini dei cittadini tutti. La guerra spaventa e cambia le abitudini, almeno questa verità è sacrosanta.