L’epatite che colpisce i bambini, ricoverato d’urgenza a tre anni: il terribile sospetto

Un bimbo di 3 anni di Prato è stato trasportato al Bambin Gesù per sospetta epatite pediatrica acuta. L’allerta coinvolge anche l’Oms.

 

Dalla notizia rimbalzata velocemente sul web, alla conferma arrivata dalla Asl Toscana Centro. Un bambino di Prato, è stato ricoverato per una sospetta epatite acuta pediatrica.

Bimbo sospetta epatite
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Al momento non c’è nulla di certo né di chiaro. Se non che il bimbo che avrebbe contratto l’infezione ha tre anni e, dopo una prima corsa in ospedale, è stato trasferito all’ospedale Bambino Gesù di Roma. L’origine del contagio sarebbe sconosciuto, così come in fase di accertamento è il quadro clinico del piccolissimo paziente. Inizialmente si era parlato addirittura del bimbo come “candidabile al trapianto di fegato”, ipotesi successivamente momentaneamente scartata dai medici. La gravità della forma acuta di epatite che avrebbe colpito il piccolo resta comunque piuttosto elevata. Tanto che i sanitari stanno eseguendo ulteriori controlli per capire definitivamente la natura dell’infezione.

Per il momento, l’origine del contagio resta sconosciuta. Resta il fatto che, in Italia, i casi sospetti sono già quattro, tutti riguardanti bambini al di sotto dei dieci anni. I principali soggetti a rischio per quanto riguarda l’epatite acuta pediatrica. Sul tema era intervenuta nei giorni scorsi anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), che tramite il suo sito internet aveva parlato dei casi riscontrati in Europa. I primi dei quali, 10 in tutto, riguardavano bambini scozzesi. Al di là del Vallo, in pochissimi giorni, il numero era salito oltre gli 80.

Epatite pediatrica acuta, casi sospetti in Italia: cosa sappiamo

I principali ospedali pediatrici italiani, incluso il Meyer di Firenze, sono al lavoro per definire la natura delle infezioni. Per il momento non c’è un allarme ma l’attenzione resta elevatissima. I casi più gravi, infatti, potrebbero richiedere addirittura un trapianto di fegato, nel qual caso il paziente dovrebbe essere necessariamente avvicinato in uno dei centri più vicini per eseguire la complessa operazione. Va comunque detto che dei casi di epatite acuta di origine sconosciuta non sono propriamente inconsueti per i medici italiani, visto che ogni anno tornano a presentarsi in piccole (o piccolissime) quantità. Il problema è che tale malattia colpisce bambini molto piccoli e, quindi, più fragili. Le verifiche in corso, oltre a chiarirne la natura, puntano a capire se i casi italiani possano essere riconducibili a quelli verificatisi nel resto d’Europa.

E’ estremamente probabile che il caso del bimbo ricoverato al Bambin Gesù sia da attribuire a un’epatite di questo tipo. Come spiegato a Repubblica dal dottor Giuseppe Indolfi, responsabile dell’epatologia del Meyer, tutti i casi sospetti individuati in Italia avrebbero caratteristiche simili a quelle descritte dai medici degli altri Paesi coinvolti. Al momento, oltre al Regno Unito, segnalazioni sono arrivate da Irlanda, Spagna, Danimarca e Paesi Bassi. Un’allerta simile è scattata anche negli Stati Uniti, dopo una serie di casi che hanno coinvolto bambini fra 1 e 6 anni di età nello Stato dell’Alabama. Anche per questo un’ulteriore indagine è in corso anche dall’Oms. L’attenzione resta altissima.