Salmonella nel pollo, il 30% è contaminato: tutti i marchi coinvolti

Attenzione, il 30% del pollo che acquistiamo al supermercato potrebbe contenere salmonella. Ecco tutto quello che c’è da sapere in merito.

Non possono passare inosservati gli ultimi dati inerenti la percentuale di salmonella nel pollo messo in vendita presso i supermercati. Entriamo nei dettagli e vediamo cosa è stato scoperto.

pollo contaminato salmonella
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Ogni volta che ci rechiamo al supermercato sono davvero tanti gli alimenti in grado di attirare la nostra attenzione. Disponibili in confezioni di vario formato, all’apparenza molti possono sembrare identici. Nella realtà dei fatti, però, non è così. Se tutto questo non bastasse, alcuni recenti studi hanno posto l’attenzione su una situazione che non può passare di certo inosservata.

In base a quanto evidenziato da un’indagine sulla possibile presenza di salmonella nel pollo, infatti, sembra che il 30% della carne messa in vendita presso i supermercati sia contaminato. Se tutto questo non bastasse, ad essere coinvolti sono numerosi marchi, alcuni particolarmente noti. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

Salmonella nel pollo, il 30% è contaminato: tutto quello che c’è da sapere

Non è passata inosservata la decisione della Ferrero di estendere il richiamo in Italia di altri prodotti per il rischio di eventuale contaminazione da Salmonella. Sempre soffermandosi su quest’ultimo, inoltre, non possono passare inosservati i dati emersi da un recente studio della rivista Il Salvagente in base ai quali circa un terzo del pollo che acquistiamo nei supermercati italiani potrebbe essere contaminato da salmonella.

Entrando nei dettagli, su 24 campioni di pollo analizzati, ben sette contenevano tracce di salmonella. Come riportato su Il Salvagente, infatti: “dalle nostre analisi risulta che su 24 campioni (dai marchi storici come Aia, Amadori, Fileni, Vallespluga alle private label di Coop, Conad, Esselunga, Carrefour, Todis, Lidl, MD, Eurospin e via elencando) di pollo analizzati in laboratorio ben 7, quasi un terzo, presentano salmonelle“.

Sempre grazie a queste analisi, svolte su campioni di carne di pollo fresca messi in vendita nei principali supermercati e discount, è emerso che in tutti i casi si trattava delle cosiddette “salmonelle minori“. Quest’ultime, è bene sottolineare, sono tollerate e soprattutto a norma di legge.

Salmonella nel pollo, il 30% è contaminato: come comportarsi

Una scoperta, come è facile immaginare, che non fa di certo piacere, soprattutto a noi consumatori e per cui sono in molti a sperare che vengano attuati degli interventi ad hoc. A tal proposito, come spiegato da UnaItalia, l’Unione nazionale filiere agroalimentari carni e uova sempre a Il Salvagente:

Nel caso delle salmonelle minori il regolamento comunitario di riferimento è chiaro sul fatto che si tratti di un problema da gestire come criterio di igiene di processo e che l’operatore è tenuto a verificare di aver adottato tutte le misure necessarie per contenere il rischio ed abbia indicato in etichetta le diciture relativa alle modalità di cottura”.

In particolare i produttore devono provvedere ad indicare sull’etichetta la dicitura “da consumarsi previa cottura” o similari. In questo modo, infatti, ogni batterio eventualmente presente all’interno della carne finirebbe per essere dissolto. Una soluzione, quella della dicitura in etichetta, che risulta essere particolarmente apprezzata dalle aziende del settore.

Dall’altro canto, come già detto, non si esclude un possibile intervento in futuro da parte del ministero, volto a fornire ulteriori delucidazioni e soprattutto interventi mirati. In ogni caso il consiglio è sempre lo stesso, ovvero quello di cuocere la carne a dovere.