Bonus carburante di 200 euro ai dipendenti: cosa fare per ottenerlo, la guida rapida

Il bonus carburante è uno degli strumenti varati per contrastare il generalizzato aumento dei prezzi.

Con il decreto Ucraina anche la facoltà per le aziende private di erogare 200 euro in bonus carburante non imponibili ai propri dipendenti. I dettagli di questa iniziativa e i punti che l’AdE dovrà chiarire.

Bonus carburante
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Come è ben noto, finora non sono mancate le misure messe in atto per lo specifico fine di contrastare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia, oggi ancor più grave a causa del conflitto Russia – Ucraina. In particolare, il decreto Ucraina dello scorso 21 marzo dispone alcuni provvedimenti rivolti alla tutela dei lavoratori. Pensiamo ad es. alle norme sulla protezione del potere di acquisto e del reddito dei lavoratori con ulteriori possibilità di accesso alla CIG e all’ampliamento dell’esonero contributivo totale per le nuove assunzioni di personale. Ma non c’è soltanto questo.

Infatti, una misura particolare e di impatto molto generalizzato, è stata inclusa all’art. 2 del decreto Ucraina. Essa consiste nella possibilità per le aziende private di versare buoni carburante a favore dei dipendenti. Vediamo allora i dettagli di questa interessante iniziativa.

Bonus carburante dipendenti: le caratteristiche clou

La misura contenuta nel decreto Ucraina è certamente degna di nota e di seguito ne riportiamo i tratti distintivi:

  • il bonus carburante è a titolo gratuito;
  • può raggiungere un ammontare massimo pari a 200 euro per ciascun dipendente dell’azienda privata;
  • è valevole soltanto per quest’anno.

Interessanti anche alcuni riflessi sul piano fiscale. Il beneficio in oggetto, ossia i 200 euro in buoni benzina da utilizzare nel 2022, è infatti esente dalle imposte sui redditi da lavoro dipendente, in base all’art 51 comma 3 del TUIR.

Mentre nella relazione tecnica allegata al decreto che introduce questo bonus carburante dipendenti, gli ideatori dell’iniziativa precisano che detto beneficio si affianca e non concorre alla formazione del tetto massimo previsto per i fringe benefits.

Alcuni punti poco chiari della normativa: azienda privata

Gli appena citati fringe benefit consistono in compensi in natura, si ritengono parte della retribuzione e concorrono nella formazione del reddito da lavoro. Perciò sono soggetti alla tassazione IRPEF e ai contributi INPS ma soltanto se il loro valore oltrepassa la soglia di esenzione di 258,23 euro (tetto di franchigia).

Ebbene, abbiamo detto che il valore di detti buoni benzina non supera i 200 euro, pertanto non incidendo in ogni caso sul superamento della soglia non comporta la tassazione dell’importo dei benefit ottenuti dal lavoratore subordinato.

Sul piano dei costi gravanti sull’azienda privata nell’ambito del bilancio aziendale, detto bonus carburante dipendenti dovrebbe rientrare tra gli oneri deducibili a norma dell’art 95 del Testo unico imposte sui redditi. Tuttavia il punto è poco chiaro perché nella recente normativa non è specificato.

Inoltre, il decreto Ucraina si riferisce alle citate ‘aziende private’ al posto di ‘datore di lavoro’, come invece indica l’art. 51 del TUIR. Se usiamo un’interpretazione letterale della norma, dal meccanismo del bonus carburante 2022 possono essere esclusi i datori di lavoro non considerati dalla legge “aziende”, vale a dire ad esempio i lavoratori autonomi, le cooperative e gli studi associati. Anche questo è un punto su cui l’Agenzia delle Entrate dovrà fornire chiarimenti.

Bonus carburante e i “lavoratori dipendenti”: chi sono i destinatari?

Ma i dubbi interpretativi non sono finiti qui. Infatti il decreto Ucraina parla di beneficiari del meccanismo, facendo un generico riferimento ai cd. “lavoratori dipendenti”, includendo così tutti i lavoratori subordinati, insieme ai somministrati e agli apprendisti.

Tuttavia, non è chiaro se nell’elenco siano da ricomprendere anche le persone che non sono lavoratori dipendenti dal punto di vista formale. Ma quasi sempre si tratta di soggetti assimilati a tale categoria, e ci riferiamo a:

  • collaboratori coordinati e continuativi;
  • amministratori non iscritti ad albi professionali;
  • soci di cooperative.

Altri dubbi che emergono dalla lettura del testo sono collegati al fatto che la norma in oggetto non include – in tema di bonus carburante dipendenti – uno specifico richiamo alla tassazione gravante sul datore di lavoro. E ancora le norme varate non fanno chiarezza circa la platea del personale aziendale che può accedere al beneficio pari ad un massimo di 200 euro. In altre parole, è libera scelta dell’azienda decidere per il riconoscimento a tutti i dipendenti o per fasce particolari o per il singolo.

Concludendo, se sono evidenti gli aspetti positivi ricollegati al bonus carburante dipendenti, altrettanto chiara è la necessità di prossimi chiarimenti su questi temi da parte dell’Agenzia delle Entrate.