Reddito di Cittadinanza, la scelta definitiva: è irrevocabile

Le polemiche sul Reddito di Cittadinanza non si placano. La misura però resta e garantisce più opzioni di quanto si pensi. Come le carte plurime.

 

“Molti ragazzi cercano lavoro sperando quasi di non trovarlo… Preferiscono il reddito di cittadinanza a un percorso di carriera”. Parola di Flavio Briatore, che dalle colonne del Corriere della Sera rincara una delle polemiche più roventi del momento attuale.

Reddito di Cittadinanza doppio
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L’intervista rilasciata dal fondatore del Billionaire aveva fatto seguito alle dichiarazioni, altrettanto polemizzanti, dello chef Alessandro Borghese, secondo il quale “lavorare per imparare non significa essere per forza pagati”. Un concetto che, a suo dire, stonerebbe con le richieste dei giovani di oggi, più propensi a chiedere compensi per il loro lavoro. Elevati, sempre a suo dire. Chiaro che tali parole, sia in un caso che nell’altro, hanno portato i social a scatenarsi, specie gli utenti più giovani, tutt’altro che propensi a sentirsi affibbiare tali etichette. Anche perché, a ben vedere, il Reddito di Cittadinanza è solo un sussidio, niente che possa effettivamente garantire un sostentamento vero e proprio.

In pratica, la maggior parte dei giovani non può più accontentarsi di lavorare esclusivamente per l’apprendimento, almeno coloro che hanno già famiglia e che hanno abbondantemente superato la ventina. Un quadro che non è esattamente una novità, specie dopo la pandemia. A ogni modo, la polemica scatenata sui social ha contribuito ad accendere nuovamente i riflettori su una misura che, al netto dell’intento assistenziale, continua a essere estremamente divisiva. Il Governo Draghi, con l’ultima Manovra, ha ridotto sensibilmente l’apporto della misura, cercando di incentivare il reintegro dei percettori nel mondo del lavoro. Fino a quel momento, però, resta comunque un aiuto.

Reddito di Cittadinanza, per qualcuno è doppio (ma non più alto)

Il Reddito di Cittadinanza si presenta come una misura puramente assistenziale ma comunque incentrata sul reinserimento lavorativo di chi lo percepisce. L’entità della quota percepita varia in base ad alcune prerogative ma il meccanismo è comune fra tutti i percettori. A meno che non si opti per determinate soluzioni che, di fatto, potrebbero sdoppiare il Reddito al momento della sua distribuzione. L’opzione in questione è quella del frazionamento, ovvero la distribuzione ai componenti del nucleo familiare del ricevente che hanno raggiunto la maggiore età. L’Inps, al fine di espletare alla pratica, concede ai riceventi più carte del Reddito di Cittadinanza. Una possibilità interessante in alcuni contesti ma che non tutti conoscono.

L’importo viene ripartito fra i familiari solo nel caso in cui il beneficio erogato ammonti a una cifra superiore ai 200 euro al mese. Inoltre, la condizione è che la somma liquidata di riferimento sia quella del primo mese in cui viene effettuata l’erogazione. Qualora la richiesta venga presentata in quel momento, l’Inps metterà a disposizione del nucleo familiare un numero di carte pari a quello delle persone che lo compongono (esclusivamente maggiorenni). In caso di domande presentate in momenti successivi, le ricariche del Reddito immediatamente successive verranno accreditate sulla carta del richiedente originario. In seguito, verranno rilasciate le ulteriori carte (con pagamento in base alla logica della quota pro-capite).

Attenzione però: la decisione di frazionare l’importo dev’essere valutata attentamente in quanto, una volta approvata la richiesta, non sarà possibile tornare indietro. Perlomeno per tutto il periodo per il quale il beneficio viene riconosciuto.