Tesori della vecchia lira: il pezzo da 1000 che sa di musica può valere oro

Banconote che hanno fatto la storia del nostro paese e di molti altri ancora. Esemplari unici nei cui tratti l’opinione pubblica e non solo quella si è rispecchiata e confrontata. Ci troviamo nello specifico a considerare aspetti che forse nemmeno siamo capaci di immaginare in condizioni normai. Vecchie esemplari capaci di nascondere, di conservare vecchi tesori mai passati di moda.
Banconote (Pixabay)
Banconote (Pixabay)

Cosi come si diceva, in alcuni specifici casi abbiamo la possibilità di confrontarci con esemplari che hanno letteralmente fatto la storia di un determinato paese. Prendiamo ad esempio la vecchia lira, nel nostro di paese. L’Italia e la lira hanno letteralmente condiviso nel complesso ben tre diversi secoli. Uno intero e gli altri due i qualche modo a pezzi. Moneta e storia che hanno camminato in parallelo affrontando qualsiasi tipo di fase, da quella più tragica e drammatica a quella più stimolante e carica di speranza.

L’esemplare probabilmente più popolare tra quelli associati alla vecchia lira, parlando di banconote è certamente quello da 1000 lire. Gli ultimi decenni, hanno visto in particolare tre tipologie diverse da 1000 lire alternarsi fino, di fatto, alla fine della circolazione della banconota stessa. Tre modelli per tre diverse epoche storiche. Giuseppe Verdi, Marco Polo e Maria Montessori. La 1000 lire insomma e quel fascino che sfiora la parte più vera del nostro paese. Il primo tra gli esemplari nasconde alcuni interessanti spunti sotto il profilo puramente collezionistico, andiamo quindi ad esaminarli.

Tesori della vecchia lira: Giuseppe Verdi e la banconota che vale quasi uno stipendio

1000 lire Verdi
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La banconota con il volto di Giuseppe Verdi, uno dei personaggi legati al nostro paese tra i più noti al mondo, ha vissuto in un certo senso due diverse epoche nella messa in circolazione qui nel nostro paese. Due diverse versioni, caratterizzate in linea di massima da distinte impostazioni grafiche ma non solo. Una prima versione è quella prodotta tra il 1962 ed il 1969, mentre la seconda è associata ad un periodo che va dal 1969 ed il 1981. In entrambi i casi ad offrire popolarità, chiaramente nel campo collezionistico alle varie versioni scendono in campo i numeri di serie.

Il numero seriale insomma in entrambe le situazione detta sicuramente i tempi della valutazione ipotetica degli esemplari in questione. Ci troviamo quini di fronte ad una serie di valutazioni da prendere in esame. Riguardo dunque alla prima versione possiamo affermare ad esempio che un numero, compreso tra A42 ed L43 può far arrivare la banconota in questione ad una valutazione che sfiora senza alcun problema i 300 euro.

Valore molto alto è associato poi alle banconote cosiddette sostitutive, quelle che insomma arrivano per l’appunto a dare il cambio a quelle particolarmente logore e danneggiate. In quel caso specifico troveremo le lettere X e Z a caratterizzare le serie in questione. Parliamo nello specifico di una valutazione media che varia dai 30 ai 350 euro. Con esemplari poi che iniziano Z08, Z09, Z10, X14, la valutazione nello specifico tende ad essere orientata tra i 450 ed i 750 euro. Il tutto chiaramente dettato da quelle che sono le condizioni di conservazione degli esemplari stessi.

Approcciandoci poi alla seconda versione della banconota da 1000 lire con Giuseppe Verdi possiamo chiarire sin da subito che la serie più prolifica, collezionisticamente parlando è quella che inizia con la lettera X. La doppia lettera, inoltre, porta a valutazioni ancora più prestigiose. XA E, XA F ed XA C, identificano senza alcun dubbio gli esemplari più prestigiosi ancora oggi in circolazione per lo meno sul mercato dei collezionisti. Si può raggiungere, agevolmente, in questo caso un valore molto vicino ai 600 euro, sempre chiaramente in perfette condizioni di conservazione. L’inizio del numero seriale in XA con lettera finale M può portare poi ad una valutazione che oscilla tra i 50 ai 200 euro.

Infine, da sottolineare la possibilità di riscontrare un seriale con lettere finali G o H. In quel caso raggiungere agevolmente un valore molto vicino ai 200 euro. Esemplari che hanno fatto la storia insomma che oggi infiammano ed appassionano schiere di collezionisti in ogni angolo del pianeta. Una storia letteralmente infinita.