Informazioni rubate e sostituite: il bonifico parte ma i soldi sono persi

Gli ultimi tempi si caratterizzano per la qualità purtroppo sempre più raffinata dei rischi concreti del web e non solo.

Numerose le segnalazioni negli ultimi giorni per una tipologia di dinamica molto particolare. Ci troviamo di fronte a qualcosa che di certo non ci si aspetta. Qualcosa che fatichiamo a credere possibile una volta entrati dentro. Il presente è dunque ad alto rischio ed è sempre meglio correre ai ripari quanto prima una volta consapevoli di ciò che sta per succederci.

Truffa sul cellulare
Fonte Adobe Stock

Quello che è successo in questi giorni a Milano ha davvero dell’incredibile. Una truffa, un raggiro, in un modo però inaspettato. Qualcosa di impensabile che ha colpito più persone e per la quale il Tribunale competente si è già in parte espresso. La notizia insomma è tutta qui per una vicenda che non smetterà di far parlare di se per le modalità dell’intera vicenda. Una truffa organizzata i un modo assolutamente impensabile. Hacker informatici al lavoro per violare identità ed informazioni delle vittime ed arrivare a fini più che rischiosi.

Il tutto, notizia di oggi reso ancor più particolare dalla sentenza del Tribunale che in qualche modo rende ancora più complessa la posizione della vittima in questione. La vicenda insomma vedere stravolta dall’ingresso in scena di un vero e proprio hacker informatico. Una delle due società debitrice, l’altra creditrice. L’hacker viola le mail della debitrice sostituendo informazioni riguardanti le credenziali bancarie della creditrice. Morale della favola la società debitrice ha inviato pagamenti a conti fasulli chiaramente non corrispondenti a quelli della società creditrice.

Informazioni rubate e sostituite: il Tribunale impone il doppio pagamento

Il Tribunale civile di Milano si è espresso in merito alla vicenda con una sentenza che di certo in qualche modo fa discutere. La società debitrice, nonostante abbia di fatto già pagato l’importo dovuto, essendo stata truffata, dovrà ripagare il tutto alla società creditrice anch’essa chiaramente truffata. La sentenza insomma fa discutere e di certo la vicenda non vedrà la fine nel recente periodo.

“Anche a voler ritenere che le email ricevute dall’indirizzo telematico del creditore fossero idonee – si legge nella sentenza –  nel caso concreto ad indurre in errore la società debitrice, e che quindi essa abbia eseguito in buona fede i bonifici sul conto corrente Unicredit”. Il Tribunale insomma si esprime contro la posizione dell’azienda debitrice difesa dall’avvocato Elio Cherubini e sancisce la possibilità insomma che l’azienda truffata di fatto debba corrispondere il giusto importo all’altra anch’essa truffata e colpita nei propri interessi.

Il comportamento colposo del creditore — ritiene invece il Tribunale — non può ravvisarsi nel non aver impedito l’imprevedibile ed inevitabile condotta delittuosa tenuta da un terzo”. Il giudice civile Patrizia Gattari sentenzia che ha disposto il bonifico “potrà agire eventualmente nei confronti della banca qualora ritenga ravvisabile una sua responsabilità per non essersi avveduta della discordanza fra il destinatario dei pagamenti e il titolare del conto corrente su cui ha effettuato gli accrediti delle somme, e per non aver informato di tale discordanza la banca della controparte, che a sua volta avrebbe potuto chiedere spiegazione al proprio correntista“.

Sentenza insomma che mescola di certo i toni ed i contorni della vicenda. Imprese entrambe truffate ma con una che a questo punto dovrà pagare doppio pegno pagando per due volte lo stesso bonifico protagonista della truffa subita. Il web è purtroppo oggi anche questo. Rischiare i vedere compromessa una attività, una determinata situazione, condizione per l’intervento di truffatori senza scrupoli. Il web si diceva è anche questo, soprattutto questo negli ultimi tempi. Le vittime rischiano di perdere soldi e rimettercene altri come in questo caso. La truffa il raggiro sono elementi purtroppo sempre vivi e potenzialmente possibili.