Tempesta geomagnetica in corso, la Terra trema: cosa può succedere

Individuata una tempesta geomagnetica di categoria G3. Attese esplosioni di aurore boreali ma non è questa l’unica conseguenza possibile.

 

Se ne era parlato già qualche settimana fa. Una potenziale espulsione di massa coronale dal Sole, tale da produrre una tempesta geomagnetica di grossa entità.

Tempesta geomagnetica
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A individuarla era stato il centro di meteorologia spaziale del National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa), il quale aveva provveduto a diramare un’allerta circa i possibili rischi connessi a un evento di questo tipo. In termini tecnici, si parla di un’espulsione improvvisa di una elevata quantità di gas ionizzato, ossia il plasma, emesso dagli strati esterni dell’atmosfera solare. Per l’appunto la “corona”, con direzione spazio interplanetario. La tempesta geomagnetica generata verrà espulsa a circa 250 chilometri al secondo, con estensione di circa 3 mila. E in fase di propagazione, le emissioni possono raggiungere distanze considerevoli sulla rotta cosmica che separa la Terra dal Sole.

Più o meno quello che starebbe accadendo in queste ore. Una tempesta simile, classificata come G3 secondo la valutazione Swpc Noaa, infatti, sarebbe attualmente in corso, proprio mentre la Terra sta attraversando la scia magnetizzata di un’espulsione di massa coronale. La stessa individuata le scorse settimane e che, dal basso impatto iniziale, starebbe ora incidendo in modo più sostanziale. Tanto che, secondo gli skywatcher, potrebbero verificarsi le circostanze per un’esplosione di aurore ai poli. Si tratta, nello specifico, di bagliori improvvisi che illuminano i colori tenui che caratterizzano il fenomeno.

Tempesta geomagnetica: le possibili conseguenze del fenomeno

Una serie di esplosioni di aurore si verificò oltre un lustro fa, nel 2015. E, con una serie di simulazioni prodotte dai ricercatori delle Università giapponesi di Kyoto e Kyushu, era stato possibile determinare le cause dei cosiddetti breakup aurorali. Lo studio, pubblicato sul ournal of Geophysical Research, aveva dimostrato come le particelle calde colme del plasma solare andassero a radunarsi nella parte alta dell’atmosfera terrestre, appena al di sopra delle regioni polari, ossia nell’area del Globo in cui le linee del campo magnetico terrestre si ricongiungono. L’accelerazione delle particelle andrebbe a produrre una scarica elettrica improvvisa e di potenza imponente, attivando gli sprazzi di luminosità prodotti dalle sottotempeste aurorali. Un fenomeno spettacolare e tutto sommato poco incidente sull’atmosfera del nostro Pianeta.

Diverso il discorso per la tempesta geomagnetica, classificata su una scala di cinque livelli stabilita dalla Noaa. Gli eventi di questo tipo (di cui si parla già da qualche mese), se di grande potenza, potrebbero influire sulla rete elettrica della Terra. Qualcosa che in passato, per la verità, è già accaduto. Nel marzo del 1989 ad esempio, quando la tempesta solare interruppe l’afflusso di elettricità per circa 9 ore. Anche in quel caso gli orizzonti furono illuminati da esplosioni di aurore boreali, visibili addirittura dagli Stati più meridionali degli Usa. Secondo le previsioni degli scienziati, la tempesta in corso produrrà aurore simili ma visibili solo nelle zone più settentrionali. Di nuovo in Canada quindi, ma anche in Alaska. Senza tuttavia pregiudicare il corretto funzionamento della rete elettrica terrestre.