Aria condizionata, sarà solo un lontano ricordo? La calda estate di Draghi

L’aria condizionata dovrà rimanere spenta durante l’estate 2022. Le possibili previsioni di Mario Draghi impensieriscono i cittadini.

Il rischio di dover passare un’estate con il condizionatore spento è reale. Lo comunica Draghi riferendo come causa le sanzioni UE con sospensione del gas russo.

aria condizionata spenta
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Sicuramente i problemi veri sono altri, ma il pensiero di passare una torrida estate senza aria condizionata non è piacevole per tante persone. Chi vive in una grande città, lontana dal refrigerio del mare, poco ventilata e incredibilmente afosa sa bene cosa significa stare chiusi in casa senza che il condizionatore possa portare sollievo dalla calura. Le parole del premier Draghi “Preferiamo la pace o il condizionatore accesso” è naturalmente una domanda retorica. E’ ovvio che la fine della guerra è il desiderio più grande per gli italiani. La sofferenza vera non è ritrovarsi sudati tra le pareti sicure della propria casa ma non avere più una casa, né la libertà di vivere alla luce del sole o nel proprio Paese. Eppure la questione sull’uso dei condizionatori è stata avanzata e occorre dare una risposta.

Aria condizionata, sì o no?

La risposta alla questione deve considerare la possibilità di attuazione dell’embargo del gas russo. Per ora, afferma Mario Draghi, si tratta solamente di un’ipotesi e non si è ancora a lavoro in tal senso in ambito europea. L’Italia seguirà le decisioni degli altri Paesi europei se quella dell’embargo dovesse essere la strada scelta. Tale potrebbe rivelarsi perché a detta del Governo solamente una linea dura contro la Russia può portare alla pace in Ucraina.

L’interrogativo del Presidente è se il prezzo del gas può essere scambiato con la pace. Le sanzioni sul gas russo, dunque, potrebbero portare come conseguenza lo spegnimento dei riscaldamenti e dei condizionatori per la prossima estate. Questo perché in Italia l’elettricità viene prodotta da centrali che funzionano a gas. Parliamo quasi della metà della produzione.

Come l’embargo colpirebbe la Russia e l’Italia

La stima della Russia in relazione ai guadagni derivanti dalla vendita del gas è di circa 300 miliardi di dollari nell’anno in corso. Un eventuale embargo affosserebbe l’economia russa facendo registrare una perdita economica enorme per Mosca. Il gas russo, però, arriva anche in Italia in gran quantità. Il 40% del fabbisogno nazionale è coperto, ad oggi, dal gas proveniente dalla Russia. Inoltre, la nostra penisola non ha né fonti nucleari né energie rinnovabili sufficienti a sostituire il gas. L’unico modo per resistere ad un eventuale embargo del gas russo è fare affidamento su altri fornitori. Al momento le opzioni ventilate da Draghi sono l’Algeria e l’Azerbaigian; si è nella fase di sottoscrizione degli accordi e si spera che a breve si potranno conoscere i risultati.