Reddito di Cittadinanza, tagli e ricariche saltate: cosa sta succedendo

Cosa succederà per quanto riguarda la mensilità di marzo del Reddito di Cittadinanza che sarà pagata ad aprile dopo alcuni accertamenti

Vediamo di comprendere a pieno la situazione, che sta destando non poche preoccupazioni nei percettori che a marzo non si sono visti recapitare l’importo spettante.

Reddito di Cittadinanza
Fonte Adobe Stock

Aumenta l’allarmismo tra i percettori del Reddito di Cittadinanza che non hanno ancora ricevuto la ricarica del mese di marzo. Alla base di questo ritardo c’è il nuovo meccanismo di calcolo del beneficio.

Adesso infatti devono per forza di cose considerare le eventuali maggiorazioni spettanti sui trattamenti assistenziali e previdenziali percepiti dai membri della famiglia. Inoltre va considerata anche la quattordicesima. Ecco cosa ha detto l’Inps a tal proposito per cercare di spiegare la situazione ai diretti interessati.

Reddito di Cittadinanza: come funziona il nuovo meccanismo di calcolo

Tramite un comunicato stampa emesso lo scorso 6 aprile, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha dichiarato che il pagamento del beneficio riprenderà a breve. Il tutto dopo aver ricalcolato gli importi corretti da attribuire a ciascun percettore. Cerchiamo di capire di più rispetto a questa situazione che come si può ben comprendere è di interesse comune.

In base ai ricalcoli degli importi del Reddito di Cittadinanza, che si sono resi necessari per effetto delle eventuali maggiorazioni relative ai servizi assistenziali e alla quattordicesima mensilità, diversi percettori potrebbero vedersi decurtare il beneficio o addirittura perderlo. 

Naturalmente questo passaggio richiede un minimo di tempo. Come chiarito nel comunicato dall’Inps, le operazioni sono prossime alla conclusione. In particolar modo è stato spiegato che sulla mensilità di marzo che viene però corrisposta ad aprile, per alcuni cittadini potrebbe essere applicato un conguaglio a compensazione di quanto ricevuto in eccesso nel mese di febbraio. 

Tutto ciò è naturalmente frutto della mancata applicazione del ricalcolo dell’assegno in presenza di altre prestazioni previdenziali. È prevista inoltre una rateizzazione del debito in modo tale da garantire un importo minimo qualora i conguagli negativi superino l’ammontare della rata stessa. 

Insomma, una piccola rivoluzione che per forza di cosa cambierà le sorti di alcuni utenti che si avvolgono di questa misura di sostentamento. Si rammenta che il bonus è nato con l’idea di garantire un sussidio a chi non ha una posizione lavorativa stabile.